<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097</id><updated>2011-06-28T14:42:35.754+02:00</updated><title type='text'>Livin' The Fog...</title><subtitle type='html'>TheFogInTheShell: un inutile diario di viaggio</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>35</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110742344019372140</id><published>2005-02-03T10:20:00.000+01:00</published><updated>2005-02-03T10:47:30.440+01:00</updated><title type='text'>29/01/05, anno nuovo...</title><content type='html'>(@ Ekidna - Migliarina di Carpi, w/ &lt;a href="http://www.analena.org"&gt;Analena&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il pubblico poche persone ma buone.&lt;br /&gt;Gli Analena simpatici.&lt;br /&gt;All'Ekidna - una ex scuola che sembrerebbe uscita dagli horror padani di Pupi Avati - gente disponibile e cordiale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si suona senza palco, senza microfonare gli ampli, senza transenne e troppi problemi, eppure - da rammentare per esperienze future - tutto va bene.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dopo lungo provare e ricercare negli ultimi mesi, si aggiunge finalmente qualcuno di stabile alle tastiere. Ovvero Graziano, il quale possiede un armamentario di gran peso, con due tastiere (una decisamente più lunga di quanto io sia alto) ed un'altra analogica scatolina magica, con sopra tastini e levette, della quale imparerò il nome - credo - col tempo. Il viaggio verso Carpi, considerando suddetta strumentazione, ha quindi dell'incredibile: quattro quinti buoni della macchina occupati da oggetti invece che da persone, la tastiera più prominente ad infilzare la vettura per lungo, dal parabrezza al vetro del cofano.&lt;br /&gt;Ogni frenata potrebbe trasformarsi in un esperimento di balistica.&lt;br /&gt;Si riesce comunque a starci, considerando che Nicola è a letto con la febbre, ma ciò nonostante si suona ugualmente - anche perché già alcuni mesi prima una trasferta all'Ekidna era saltata poco prima di mettersi per strada - in tre, con la prima volta di Graziano, in un concerto dilatato ed innaffiato di rosso locale.&lt;br /&gt;Nel frattempo, fuori, il freddo meschino decide di congelarci la serratura del cofano, tanto da costringerci a far rientrare tutta la strumentazione, Sunn compresa, per le portiere posteriori.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110742344019372140?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110742344019372140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110742344019372140' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110742344019372140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110742344019372140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/02/290105-anno-nuovo.html' title='29/01/05, anno nuovo...'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110607398569706158</id><published>2005-01-18T19:41:00.000+01:00</published><updated>2005-01-18T19:46:25.696+01:00</updated><title type='text'>18 Dicembre, chiudere in bellezza!</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;br /&gt;(@ Cs Barattolo, Pavia - w/ Dead Models)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo al Barattolo il giorno dopo un'aggressione dei Los Fastidios, lì a suonare la sera prima, da parte di un gruppo di nazisti.&lt;br /&gt;La cosa caratterizza parecchio la serata, ma non mi sembra questo il posto dove parlarne.&lt;br /&gt;Piuttosto, il tutto è organizzato da Gianmaria degli &lt;a href="http://www.uvmms.com"&gt;UVMMS&lt;/a&gt;, e con noi ci sono i Dead Models di Alessandria, gruppo rock/indie con aperture molto ritmate, una specie di versione normalizzata dei Franz Ferdinand, simpatici.&lt;br /&gt;Noi facciamo, probabilmente, il concerto migliore dell'anno.&lt;br /&gt;Sarà che questa volta non ci sono problemi tecnici.&lt;br /&gt;Sarà che abbiamo le lucine sul palco, intorno alle casse.&lt;br /&gt;Sarà che per la prima volta suoniamo tutta quanta la scaletta, tutti quanti i pezzi fatti ultimamente.&lt;br /&gt;Sarà che, per la prima volta, suoniamo per prima quella che solitamente era l'ultima canzone.&lt;br /&gt;Sarà che non sbagliamo molto.&lt;br /&gt;Sarà che ci divertiamo.&lt;br /&gt;Sarà che il pubblico è composto - fatta eccezione per Pranda e Adriano - da gente mai vista, che non fa parte di nessuna "scena" e che mai si vede ai soliti concerti (e trovarsi di fronte ad un pubblico vergine fa sempre comunque piacere).&lt;br /&gt;Sarà che dietro di noi facciamo proiettare &lt;a href="http://www.robert-bresson.com"&gt;Au hasard, Balthazar&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con questo post, finalmente, si chiude l'aggiornamento di questo maledettissimo blog!&lt;br /&gt;Ci ho impiegato quasi un anno per scrivere, recuperando rigorosamente in ritardo, qualche ricordo a proposito di concerti svoltisi nell'arco di tempo di quasi 3 anni.&lt;br /&gt;Ho sicuramente scritto un sacco di cazzate.&lt;br /&gt;un sacco di roba inutile: interventi troppo lunghi, cose poco interessanti.&lt;br /&gt;D'altronde, credo che questo blog non sia letto da nessuno, neppure dai membri dei FITS stessi.&lt;br /&gt;Valga quindi giusto come memoria storica di quel che è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sperando, da qui in avanti, di aggironare il tutto regolarmente e con maggior sensatezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110607398569706158?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110607398569706158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110607398569706158' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110607398569706158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110607398569706158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/18-dicembre-chiudere-in-bellezza.html' title='18 Dicembre, chiudere in bellezza!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110607253110554923</id><published>2005-01-18T19:07:00.000+01:00</published><updated>2005-01-18T19:22:11.106+01:00</updated><title type='text'>25/11/2004, pioggia di vetro</title><content type='html'>&lt;em&gt;(@ xm24, Bologna - w/ Monochromes e Tellaro)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella di Bologna sembra essere una maledizione: trattasi infatti del nostro peggior concerto in assoluto del 2004 (e in lizza con quello a Scandellara per il concerto peggiore in assoluto), nonostante la gentilezza di chi organizza.&lt;br /&gt;Prima di noi sul palco i siciliani Tellaro (bravi, ma non la somma qualitativa degli altri gruppi dai quali provengono i singoli elementi) e i milanesi Monochromes (gran bel noise alla Jesus Lizard, con una chitarra shellachiana, in tutti i sensi).&lt;br /&gt;Poi è il nostro turno, e, subito dopo aver cominciato, chi si vede? guarda un po' chi si rivede?&lt;br /&gt;il problemino al mio ampli (se si tratti di qualcosa nella testa pagata 200 euro o nella cassa di dubbia provenienza, ancora non è dato saperlo), proprio quello conosciuto in parte a Genova, e che noi tutti si sperava fosse migrato altrove, magari trasferitosi definitivamente sulla chitarra degli Ze Monsta!&lt;br /&gt;Ed invece no, eccolo lì a rovinar la festa:&lt;br /&gt;il volume va giù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il volume va su&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il volume va giù&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il volume va su&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zanna, lì appoggiato, gli da un'occhiata mentre suono, io gli do un'occhiata mentre non suono, tutti danno un'occhiata a me mentre smadonno e sbuffo imbarazzato.&lt;br /&gt;Però, povero problema del volume fantasma, la malriuscita dell'evento non è solo sua, ma, a dire il vero, soprattutto nostra: a parte il primo pezzo, gli altri procedono di male in peggio. Stecche a raffica, e, soprattutto, lentezza esasperata sul pezzo più nuovo, da me eseguito con battute lunghe il doppio di quel che dovrebbero essere...&lt;br /&gt;Di nuovo affiora quella sensazione spiacevole, di chi si sente indispettito dall'ascoltare sé stesso. Sarebbe meglio fuggire, ma non si può.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il viaggio di andata (tra ritardi, code, e problemi vari) era stato problematico, quello di ritorno li batte tutti (e qui devo correggere il mio post precedente: è quello di Bologna l'ultimo concerto dove appare tra i protagonisti pure il Kangoo di Luca): la macchina, ovviamente, ad un certo punto comincia a non funzionare più. Si accende la spia del radiatore, ma chiaramente il benzinaio più vicino dista una cinquantina di chilometri. Dopo aver proceduto alla metà della velocità ed aver infilato una bottiglia d'acqua dell'autogrill nel radiatore, veniamo assaliti dalla nebbia (facile, direte voi), che ci abbraccia fraternamente, non sapendo di non essere gradita. Ancora velocità più che ridotta fino a casa.&lt;br /&gt;Poi, ci si accorge che la mia macchina, depositata nel parcheggio prima del casello, non può essere recuperata senza ritornare nuovamente oltre la barriera, verso Bologna.&lt;br /&gt;Così si cambia la macchina.&lt;br /&gt;SI passa il casello.&lt;br /&gt;Si va fino a Lodi, si paga, si esce, si rientra in autostrada.&lt;br /&gt;A quel punto, vicino a Milano, la macchina davanti a me comincia a perdere pezzi di vetro, probabilmente dallo specchietto retrovisore: la cosa m sveglia - sono le 4 del mattino - con un certo timore, ma sopravvivo.&lt;br /&gt;Dopotutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110607253110554923?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110607253110554923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110607253110554923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110607253110554923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110607253110554923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/25112004-pioggia-di-vetro.html' title='25/11/2004, pioggia di vetro'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110600242564649414</id><published>2005-01-17T23:52:00.000+01:00</published><updated>2005-01-18T19:00:42.256+01:00</updated><title type='text'>23/10/04, "vada come vada, noi andremo a Vada!"</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(@ &lt;a href="http://www.ordigno.net"&gt;L'ordigno&lt;/a&gt;, Vada (LI) - w/ Lithium, Ze Monsta)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza alcuna ombra di dubbio, uno dei migliori concerti del 2004.&lt;br /&gt;Se non sbaglio, anche l'ultimo concerto col Kangoo di Luca tra i protagonisti, ormai sostituito dopo l'ennesima aleatoria riparazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizza il gentil Filippo della Monday, all'interno di una rassegna musicale che a Vada (piccolo paese vicino a Viareggio che si stende lungo l'Aurelia) mischia gruppi locali e gruppi stranieri, non solo per regione ma anche per nazionalità. Noi partecipiamo alla serata finale, insieme ai francesi Lithium (gruppo di sedicenni lì per uno scambio culturale: suonano pezzi loro, pesantemente ispirati dai Nirvana, e, anche se non sono particolarmente bravi, bene o male tutti li invidiano in qualche modo, per l'eta e per l'occasione: siamo VECCHI!) e gli amici Ze Monsta (che purtroppo, a causa di alcuni problemi tecnici legati alla chitarra, interromperanno il concerto dopo appena qualche minuto... allora non succede solo a me!). Noi suoniamo per una delle prime volte con entrambe le nostre casse: i suoni vengono fuori bene, il mio ampli misteriosamente non da più alcun problema, vorrei solo sapere perchè.&lt;br /&gt;Si inizia con la macchina del fumo che riempie il palco, il sipario che si apre sui rumori: tutto molto... teatrale...&lt;br /&gt;Il pubblico non è molto, ma vario ed apparentemente interessato.&lt;br /&gt;Finito tutto ed usciti dal teatro, si va a bere qualcosa con i ragazzi del posto: ospite speciale Nicola/Kabukiman/&lt;a href="http://www.santasangre.da.ru/"&gt;santasangre&lt;/a&gt;, gentilmente accorso in rappresentanza della sua gente nonostante al Matilda si stesse tenendo un altro concerto (sinceramente grazie a Nicola, nochè a David, giunto per un fugace saluto in extremis).&lt;br /&gt;Poi a dormire, in camera di FIlippo, a casa con i suoi (suo padre era pure venuto in birreria, rivelandosi entusiasta della nostra esibizione: mai successa una cosa così): è la prima volta che si dorme fuori, da quando suoniamo insieme. Solitamente, prima, si era sempre tornati a casa, festivaloni a parte, anche nel pieno della notte e a centinaia di chilometri di lontananza, ma così è effettivamente più rilassante (se solo si potesse fare sempre...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Vada è anche un lungo e saporoso viaggio in macchina, col sottoscritto che sbaglia al bivio tra Liguria e Toscana, ed un'autostrada che, là dove non è interrotta ad un'unica corsia, corre tra il verde e chiacchiere rilassate.&lt;br /&gt;Vada è anche Nicola che si rivela definitivamente ed irrimediabilmente perso per la fotografia: te ne vai dalla spiaggia, o dagli stabilimenti balneari ormai chiusi nonostante il sole e qualche avventato bagnante, e lui è sempre e comunque in dietro a fotografare qualcosa.&lt;br /&gt;Vada sono un paio di bottiglie di vino per festeggiare il compleanno di Luca, il quale a sua volta festeggia suonando la batteria in boxer, camicia e cappellino di lana.&lt;br /&gt;Vada è la disperata ricerca di un luogo, in mezzo a serrande chiuse, che serva qualcosa di decente e di commestibile verso le due della domenica pomeriggio.&lt;br /&gt;Vada è la sabbia lattea e fine come crema, in contrasto con l'imponenza inquinante della Solvay sullo sfondo.&lt;br /&gt;E pure un viaggio di ritorno, una cena di compleanno saltata, tanta stanchezza.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110600242564649414?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110600242564649414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110600242564649414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110600242564649414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110600242564649414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/231004-vada-come-vada-noi-andremo-vada.html' title='23/10/04, &quot;vada come vada, noi andremo a Vada!&quot;'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110598853204331096</id><published>2005-01-17T20:00:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T20:54:17.580+01:00</updated><title type='text'>15/10/2004, Genova caput mundi</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;(@ Milk, Genova - W/ KC Milian, Grails)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Genova avevamo suonato già due volte.&lt;br /&gt;Io e Luca: prima come duo, poi con Stefano al basso.&lt;br /&gt;Tutte e tre le volte abbiamo suonato un genere diverso.&lt;br /&gt;Più o meno.&lt;br /&gt;Più o meno tutte e tre le volte è andata bene.&lt;br /&gt;Sicuramente, tutte e tre le volte ci siamo divertiti, anche se in quest'ultima occasione il nostro concerto non è il massimo, complici nuovi squilibri tecnici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i gruppi che si trovano a suonare al Milk provenendo da fuori rimangono colpiti innanzitutto dal fatto che tale locale si affaccia praticamente sul mare, vicino com'è al porto vecchio; poi, che, come spesso succede a Genova, è impossibile parcheggiare davanti, considerando che la strada (uno stretto senso unico in salita, tipicamente genovese), prima di arrivare davanti al portoncino d'ingresso, si restringe talmente da non permettere alle automobili di passare. Inoltre, il Milk non è al piano terra. Il che significa che per portare sul palco tutta quanta la nostra robaccia s'è perso parecchio sudore.&lt;br /&gt;Dopo l'esibizione dei KC Milian - che, a mio modesto parere, senza tromba e con nuovo batterista sono diventati più interessanti di prima - suoniamo noi, in una delle esibizioni che più mi abbia fatto disperare in vita mia: dopo un inizio più che discreto, infatti, qualcosa dalle parti della chitarra ha cominciato a non funzionare: il volume prende infatti ad abbassarsi, quasi a scomparire, nel bel mezzo dei brani, Va su, scompare per un po', poi torna su, ovviamente per poi abbandonarmi nuovamente. Provo tutti i contatti dei pedali, col fonico provo a cambiare cavi, e alimentazione. Alla fine non resta utilizzare l'ampli dei KC Milian, non prima, ovviamente, di aver interrotto un brano a metà e di averne cancellato un'altro dalla scaletta.&lt;br /&gt;Imbarazzo e sconforto.&lt;br /&gt;Poi i Grails: non è la prima volta che suoniamo con gruppi stranieri, ma è la prima volta che lo facciamo con un gruppo che mi piace davvero. Per altro, i Grails sono decisamente meglio dal vivo che su disco, dove invece perdono parecchia dinamica e preferiscono un'atmosfera più soffusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bis - mi pare - con brano di Morricone, poi finiscono di suonare nel tripudio generale, e quindi noi ci aggiriamo un po' nel locale che, piano piano, si trasforma per musica e clientela. C'è Ics, e anche altri amici come Emiliano. Tutti mi chiedono:&lt;br /&gt;"Perché hai smesso di suonare ad un certo punto?"&lt;br /&gt;"Come perché? Non funzionava più l'ampli, non si sentiva?"&lt;br /&gt;"Sinceramente no..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Grails, in quei 2 minuti d'orologio in cui lasciano la strumentazione sul palco, rubano un distorsore.&lt;br /&gt;Noi fatichiamo non poco a portare giù per le scale, in mezzo ad una torma di gente danzante, due testate, una cassa Sunn0)) (sempre sia lodata) e gli strumenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutti: una chitarra la dimentichiamo a Genova...&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110598853204331096?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110598853204331096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110598853204331096' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110598853204331096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110598853204331096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/15102004-genova-caput-mundi.html' title='15/10/2004, Genova caput mundi'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110598075372194726</id><published>2005-01-17T17:28:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T17:52:33.720+01:00</updated><title type='text'>19/09/04, una vacanza dopo le vacanze</title><content type='html'>(@ L'Isola - Segrate, w/ Death of Anna Karina, Agatha, Exotago, Uber, etc.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festivalone in quel di Segrate, organizzato dai ragazzi della &lt;a href="http://www.holidaysrecords.it/"&gt;Holidays records&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il tutto in un locale sulla Cassanese, vicino a casa della mia ragazza: insomma, un posto di fronte al quale passo molto spesso da almeno quattro anni, meglio conosciuto come l'anguraio, e nel quale mai avrei pensato di suonare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il menù è piuttosto corposo e consistente, e noi si suona - se male non ricordo - intorno all'ora di cena.&lt;br /&gt;Trattasi del primo concerto fatto dopo che ci è stata rubata parte della strumentazione.&lt;br /&gt;O meglio, che mi è stata rubata: davanti al Leoncavallo mi vengono infatti poco gentilmente prelevati dalla macchina una chitarra (di Luca), un synth (di Luca), un delay (mio), un overdrive (mio), una mezza dozzina di cd (tra cui roba dei Jesus Lizard - ultimo ep in edizione limitata incluso - e dei GvsB: miei), due trasformatori universali (uno mio, uno di mio padre), un cavo usb (evvabeh: mio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' anche la prima occasione di testare dal vivo la mia "nuova" chitarra, vale a dire una tamarrissima Flying V Gothic, trovata a prezzo stracciato in un banco dei pegni mentre controllavo che nessuno si fosse rivenduto l'ex chitarra di Luca.&lt;br /&gt;Questo nuovo strumento, oltre ad essere completamente nero opaco, ha anche un suono terribile e un maledettissimo ponte floyd-rose che fa perdere l'accordatura ogni due minuti.&lt;br /&gt;Di meglio non ci si può permettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suoniamo tutti con le magliette a righine.&lt;br /&gt;E la sera dormiamo a casa della mia ragazza. Il giorno dopo, prima del secondo giorno di concerti (con gli ottimi Disquited By), girovagando per Segrate, assistiamo alla sconcertante scena di una rissa al di fuori del campetto di calcio locale, tra sostenitori delle due diverse squadre di amatori che avevano appena finito di giocare.&lt;br /&gt;Sono cose che fanno bene allo spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS&lt;br /&gt;Io le mie vacanze lo ho passate a divorare polpette alle melanzane, gli altri due a suonare in &lt;a href="http://www.myspace.com/hotgossip"&gt;questo gruppo&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110598075372194726?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110598075372194726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110598075372194726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110598075372194726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110598075372194726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/190904-una-vacanza-dopo-le-vacanze.html' title='19/09/04, una vacanza dopo le vacanze'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110597929759646436</id><published>2005-01-17T16:57:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T17:28:17.596+01:00</updated><title type='text'>16/07/04, mezzanotte e dintorni</title><content type='html'>&lt;em&gt;(@ Breccia, c/o Stecca degli Artigiani, Milano: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.undermybed.org/fog/abendland" target="_NEW"&gt;&lt;em&gt;ABENDLANDFEST 2004&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; -w/ Ultraviolet Makes Me Sick, Yellow Capra)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidentemente, se va bene la prima volta poi le due seguenti non può che andare male.&lt;br /&gt;Mi riferisco al trovare un luogo dove svolgere l'Abendland Fest del 2004: al Vittoria picche, da altri centri sociali non arriva neppure risposta, e quindi penso di ripetere al Controprogetto, convinto che se la prima volta era andata bene...&lt;br /&gt;Mille problemi per contattare 'sta gente: dopo messaggi e telefonate varie scopro quand'è il giorno della riunione del collettivo, al quale vengo invitato per discutere della cosa. Solita scena: io arrivo, mi presento, poi quelli cominciano a parlare dei cazzi propri, lasciandomi come un idiota ad aspettare.&lt;br /&gt;Comunque, prima di andarmene mi dicono che la cosa probabilmente si sarebbe potuta fare, e che comunque avrebbero deciso in qualche giorno, una settimana al massimo. Mi lasciano una mail alla quale chiedere ulteriori altre informazioni.&lt;br /&gt;Poi spariscono.&lt;br /&gt;Manco stessi chiedendo dei soldi, non si fanno più vivi: alle email non rispondono per settimane: scrivo sul loro forum, il messaggio viene letto ma ignorato; vado lì al collettivo, ma il collettivo è stato spostato; finalmente trovo il numero di cellulare di uno di loro, il quale mi assicura che della questione ne hanno già parlato, che probabilmente si fa, ma che lui in realtà non ne sa nulla di preciso, e che dovrei quindi dovrei farmi sentire da chi, in teoria, legge le mail; torno al collettivo, finalmente trovo qualcuno (nel frattempo, mancano quasi 10 giorni alla data stabilita per il concerto), e finalmente mi viene detto di no. Dopo diverse settimane e mille tentativi. Perché? Perché l'anno scorso i vicini si erano lamentati per i volumi, e perché avevamo finito troppo tardi. Notare che qualche settimana prima, nello stesso identico luogo, si era svolto un festival di due giorno con Sinistri, Zu, Tasaday ed un'altra mezza dozzina di gruppi.&lt;br /&gt;Con gli Zu che finiscono verso le due di notte.&lt;br /&gt;Fortuna vuole che venga a sapere che il baretto occupato che si trova di fronte al COntroprogetto è gestito, tra gli altri, da Marco, vecchia conoscenza mia e di Mattia, che subito accetta, non fa alcun problema, e addirittura mi accorda un rimborso spese per la strumentazione.&lt;br /&gt;Si suona così nello scantinato della Breccia, luogo piccolo, buio e decisamente caldo, ma è l'unico posto dove si potrebbe organizzare il concerto. Poi, meglio lì che da quei maledetti del Controprogetto.&lt;br /&gt;Quindi, si raccattano casse, spie (poi inutilizzate) e strumenti, e si suona noi, gli Yellow Capra e gli Ultraviolet Makes Me Sick.&lt;br /&gt;Altra sfiga: mentre suoniamo, la nostra esibizione viene funestata dai soliti inconvenienti tecnici, corde che si rompono, pedale che si rifiutano di azionarsi. Ma la serata alla fine si rivela positiva, addirittura piena di gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per il 2005 cosa succederà?&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110597929759646436?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110597929759646436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110597929759646436' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110597929759646436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110597929759646436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/160704-mezzanotte-e-dintorni.html' title='16/07/04, mezzanotte e dintorni'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110597741706566012</id><published>2005-01-17T16:42:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T16:56:57.066+01:00</updated><title type='text'>24/07/04, la mancata felice scampagnata</title><content type='html'>&lt;em&gt;(@ SHAGOO SHAGOO FESTIVAL, Osoppo (Udine) - w/ Primadellapioggia, Exotago, Isobel, As A Commodore, etc.)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte capita proprio che non ci si trovi.&lt;br /&gt;Tra persone, intendo.&lt;br /&gt;Se spesso succede di fare amicizie, scoprire affinità insperate, conoscere gente lontana grazie ai concerti che si cerca di fare in giro, altre volte proprio non ci si trova.&lt;br /&gt;Perché la comunicazione umana è pur sempre qualcosa che richiede finezza, e noi, in questo, purtroppo non siamo maestri. Per questo apprezziamo particolarmente chi sa utilizzare il dialogo meglio di quanto noi si faccia, così chi utilizza la cortesia come un'arma invincibile per far comprendere le proprie ragioni.&lt;br /&gt;D'altronde, non si può pretendere molto: quel dei concerti non è un mondo a sé, ma solo una porzione della nostra vita di tutti i giorni, con tutti i fattori che determinano questa, buoni o cattivi che siano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella dello Shagoo è, evidentemente, un'occasione mancata, per lo meno dal punto di vista umano.&lt;br /&gt;Perché, sì, è bello andare in giro, suonare in posti lontani, fregandosene di dove e come lo si faccia. Però, a volte, l'essere sempre spinti all'inizio della scaletta, non racimolando neppure i soldi per ripagarsi delle spese del viaggio, non è piacevole. O meglio: all'inizio non ci si fa caso, ma dopo un po' cominciano a sorgere spontanemante dubbi e infelici domande.&lt;br /&gt;Perché è bello suonare in giro, e bla bla bla, ma rappresenta pur sempre un costo non indifferente, in mezzo alle mille altre cose che nella vita si vuole e, soprattutto, si deve fare.&lt;br /&gt;Per questo, è sempre meglio indorare la pillola, o per lo meno essere comprensivi nei confronti delle lamentele altrui.&lt;br /&gt;Anche quando queste ci sembrano futili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, va bene tutto, ma se si fa un concerto, sopra il palco o in mezzo all'organizzazione, che piaccia o no lo si fa per un pubblico. Se veramente non ce importasse nulla di quel che pensa la gente, allora collezioneremmo francobolli. Ma se suoni, magari pure registri, addirittura ti capitano dei concerti, significa che lo fai anche per mostrare a gli altri quel che hai in testa. Chi è convinto del contrario si sbaglia. Questo non significa che si scriva con l'idea degli altri fissa nella mente: semplicemente, si spera che le proprie idee vengano apprezzate. Non necessariamente si suona cose create appositamente per piacere agli altri, ma si vorrebbe comunque che le proprie idee collimino con quelle degli altri.&lt;br /&gt;Ad esempio, potrebbe essere giusto che mi si dia contro per quel che qui scrivo, però io credo che bisognerebbe rivedere un pochino il concetto di festival estivo, nell'ambito delle organizzazioni "dal basso". Perché, sì, è bellissimo quando si riesce a mettere in piedi qualcosa del genere, sono luoghi di aggregazioni, hanno un significato altro oltre a quello puramente musicale, etc.&lt;br /&gt;Però sarebbe anche giusto chiedersi quanto valga la pena spingere all'interno della stessa scaletta un numero esorbitante di gruppi diversi, sovraccaricando il tempo a propria disposizione. Ebbene sì, senza dubbio queste sono a priori occasioni positive tanto per i gruppi quanto per il pubblico, però bisogna considerare che non sempre è possibile farle al meglio, nonostante gli ottimi propositi, nonostante si dia tutto il proprio apporto per metterle in piedi.&lt;br /&gt;Perché sovraccaricare una giornata di concerti potrebbe voler dire scontentare tutti. In questo caso, infatti: i tempi sono quelli che sono, e quindi i gruppi potrebbero essere costretti a suonare poco senza avere il tempo di sistemare i propri suoni adeguatamente (non parlo di avere ore di soundcheck, ma almeno un quarto d'ora pieno); perché il pubblico, purtroppo, non è mai numeroso, e quindi si rischia che i primi gruppi (generalmente, tutti quelli che suonano prima di cena) suonino giusto davanti ai membri delle altre band; perché non tutto il pubblico è costituito da completisti, e quindi capita che ad una cert'ora la maggior parte della gente vada a casa; perché organizzare qualcosa di così ambizioso costa, e alla fine tanto i gruppi che gli organizzatori ci rimettono parecchio per dei concerti fatti davanti a tre persone.&lt;br /&gt;Insomma, bisognerebbe considerare che, comunque vada, comunque sia, il suonare e l'organizzare concerti non è mai ESCLUSIVAMENTE un fatto privato: anche se spesso lo si fa per motivazioni strettamente intime, poi va a finire che ci si debba relazionare in qualche modo col pubblico. Detto banalmente, senza pubblico non potrebbe esistere nessun concerto, neanche il più grande e meglio organizzato festival della storia.&lt;br /&gt;Questo indipendentemente da quanto il pubblico paghi, da quanto i gruppi vengano rimborsati, da quanto gli organizzatori siano disposti a rimetterci (perché la maggior parte delle volte questo succede).&lt;br /&gt;Sarebbe insomma meglio rinunciare al "mito di woodstock", e provare ad organizzare, con la stessa passione e le stesse risorse, qualcosa di più contenuto e attinente alla realtà dei fatti, alle possibilità, facendo magari giusto un paio di passi oltre il possibile, perché un po' d'ambizione è sempre positiva.&lt;br /&gt;Un paio di passi, non trenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per quanto riguarda la linea generale; per quanto riguarda quella particolare della nostra partecipazione allo Shagoo, invece, preferisco lasciare stare e guardare avanti: come al solito scrivo con diversi mesi di ritardo, e, anche se avevo pensato di piazzare qui stralci dell'antipatica conversazione avuto con uno degli organizzatori, sono giunto alla conclusione che non sarebbe giusto, data la dimensione univoca di questo racconto.&lt;br /&gt;Senza considerare che questo blog non lo legge nessuno.&lt;br /&gt;Anche se - sì, è così - mi da ancora un po' fastidio, nonostante siano passati mesi.&lt;br /&gt;Non per i contenuti di quelle conversazioni, sia chiaro, ma solo ed esclusivamente per i toni. Come detto poco sopra, vada per l'estrema sincerità, ma quando questa si trasforma in avventata mancanza di gentilezza significa che c'è qualcosa che non va.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla faccia del "voglio essere superiore a questa storia".&lt;br /&gt;Alla faccia dei 150 euro di viaggio che ci dividono da Osoppo.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110597741706566012?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110597741706566012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110597741706566012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110597741706566012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110597741706566012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/240704-la-mancata-felice-scampagnata.html' title='24/07/04, la mancata felice scampagnata'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110595583177702114</id><published>2005-01-17T10:55:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T10:57:11.776+01:00</updated><title type='text'>03/07/04, la calda notte dei TFITS</title><content type='html'> &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(w/ Ornaments, TheInfartoScheisse, Laghetto, Antithesis, Dowright, Never Was, etc. - @ CS Dordoni, Cremona)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra data nella quale ci infiliamo.&lt;br /&gt;Più esplicitamente, chiediamo direttamente di poter suonare, ed un posto ci viene gentilmente assegnato all'inizio della scaletta, più precisamente in seconda posizione, dopo gli Antithesis, gruppo che organizza il festival.&lt;br /&gt;Persone alle quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, perché, oltre ad essere stati particolarmente gentili, il festival riesce bene e, anche se la presenza di pubblico non è delle più elevate, i concerti si dimostrano a modo loro tutti interessanti.&lt;br /&gt;Ma l'apporto non elevatissimo sotto il palco è forse più dovuta alla dispersione del pubblico piuttosto che ad altro, dispersione forse dovuta alla lunghezza e varietà dell'evento, o anche al caldo non indifferente all'interno del centro sociale cremonese. Fatto sta che, verso la fine, quando sul palco salgono gli Ornaments e, finalmente, si aprono le porte per far entrare un po' d'aria, il pubblico praticamente si triplica (dove stava prima la gente?).&lt;br /&gt;Noi si suona piuttosto bene, e stranamente tiriamo fuori dei suoni mica male, non si capisce esattamente come dato che la nostra strumentazione non cambia, al massimo variano i pezzi di strumentazione che ci dobbiamo far prestare.&lt;br /&gt;Una nota di merito al cuoco mezzo punkabestia, che cucina il miglior minestrone vegan che io abbia mai assaggiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110595583177702114?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110595583177702114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110595583177702114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110595583177702114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110595583177702114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/030704-la-calda-notte-dei-tfits.html' title='03/07/04, la calda notte dei TFITS'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110475730815235637</id><published>2005-01-03T13:55:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T10:49:53.006+01:00</updated><title type='text'>29/05/04, 6 mesi in un giorno </title><content type='html'>(@ CS Vittoria - Milano, w/ As A Commodore, Un Giorno In Un Attimo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una data a lungo aspettata e in diversi modi gestita.&lt;br /&gt;Concepita come una festicciola in famiglia, concerto in cui accoppiarci ad uno dei gruppi di &lt;a href="http://www.dufresneattack.com"&gt;David &lt;/a&gt;come piccola forma di riconoscenza, ed invece funestato da mille imprevisti e ritardi.&lt;br /&gt;L'idea primigenia nasce verso la fine dell'anno precedente, ma al Vittoria tergiversano di fronte ad un calendario già colmo. Poi siamo noi che dobbiamo continuamente rimandare, prima di trovare un giorno in cui tutti i membri dei Disquited By siano presenti, finché non si debba definitivamente puntare sui Nativist, almeno fino a quando anche questi, poche settimane prima della data ormai irrimandabile, debbano definitivamente rinunciare all'invito.&lt;br /&gt;Perfetto: al Vittoria inseriscono i Wendigo, e con loro decidiamo la spartizione della strumentazione.&lt;br /&gt;Almeno fino a che pure questi danno forfait (e di lì a poco si sarebbero pure sciolti). Dopo il solito carosello di email e telefonate per raccattare qualche gruppo da fuori, si decide di farne una questione milanese, o meglio esclusivamente lombarda: si invitano As A Commodore e Un Giorno In Un Attimo, si suona con pochi e tra pochi, complici anche gli altri concerti, evidentemente più interessanti, che nel frattempo sono sbucati la stessa sera.&lt;br /&gt;Trattasi anche del primo concerto come trio: a seguito di varie vicissitudini, Stefano non suona più con noi, anche se in questa occasione si unisce alle danze per replicare l'esperienza del percussionista aggiunto avuta con gli Ze Monsta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finito di suonare, raccatto la mia roba.&lt;br /&gt;"Bravi, mi siete piaciuti!", mi fa un ragazzo giù dal palco, con una birra in mano.&lt;br /&gt;"Veramente?"&lt;br /&gt;"Veramente!"&lt;br /&gt;"Ti ringrazio molto... se vuoi abbiamo anche un cd, è uscito da poco..."&lt;br /&gt;"...no, grazie, non c'è bisogno: quello me lo scarico!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110475730815235637?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110475730815235637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110475730815235637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110475730815235637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110475730815235637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/290504-6-mesi-in-un-giorno.html' title='29/05/04, 6 mesi in un giorno '/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110470705406421287</id><published>2005-01-03T01:03:00.000+01:00</published><updated>2005-01-03T00:04:14.066+01:00</updated><title type='text'>16/05/04, vuoto in da pit</title><content type='html'>&lt;em&gt;(@ Jeko Caffè - Monza, w/ 14 Steps Down, Never Relax)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cemento.&lt;br /&gt;Linee sulla strada.&lt;br /&gt;Grigiore e divieti.&lt;br /&gt;Fatica, sudore, la solita pizza di cartone.&lt;br /&gt;Luci basse.&lt;br /&gt;Fischi e rullate.&lt;br /&gt;Incompetenza e falsità.&lt;br /&gt;Antipatia a grappoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma soprattutto, solo e sempre, incommensureabile vuoto.&lt;br /&gt;Se quel che suoniamo è sintomo di privato pensare, di lungo e slabrato aspettare, di autistiche somme sonore, di stacchi senza sguardi, di immobilità non esclusivamente fisica, allora forse tutto questo ci è meritato. Perchè si suona volentieri ovunque, ma alcuni episodi non sempre sono graditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aspettare che gli altri gruppi finiscano, che se ne vadano forse giusto con un accenno, portandosi dietro proprio quella dozzina di amici che rappresentava l'intero pubblico, che non ci prestino l'ampli del basso perchè ad essi stessi in prestito da terzi. Suonare, quindi, di fronte a due persone e a due personaggi. Come fossero delle prove su un palchetto di 5 cm, con le tasche svuotate dall'affitto dell'ampli per basso.&lt;br /&gt;E neppure un panino in omaggio.&lt;br /&gt;Forse va bene così, è quel che inconsciamente ricerchiamo.&lt;br /&gt;Altrimenti suoneremmo cover dei Depeche Mode.&lt;br /&gt;O forse solo dei get Up Kids.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O forse anche no.&lt;br /&gt;Forse è solo una questione Umana.&lt;br /&gt;O una pura e semplice casualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110470705406421287?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110470705406421287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110470705406421287' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470705406421287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470705406421287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/160504-vuoto-in-da-pit.html' title='16/05/04, vuoto in da pit'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110470678740858583</id><published>2005-01-02T23:58:00.000+01:00</published><updated>2005-01-17T10:52:04.356+01:00</updated><title type='text'>09/04/04, fango, pioggia e vuoto</title><content type='html'>(@ C.S.A. La Sede - Vigevano, w/ &lt;a href="http://www.zemonsta.com/" target="_NEW"&gt;Ze Monsta&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella sera a Vigevano pioveva, pioveva, pioveva.&lt;br /&gt;Il cortile della Sede era tutto uno sguazzare di fanghiglia, e all'interno il calore stentava a propagarsi dagli scarsi mezzi a disposizione. Poco biasimo va quindi al pubblico che colmò della propria mancanza quella sperduta cascina occupata nel vigevanese, ma un ringraziamento a Pranda ed Adriano, così come alla gente della Sede, non dovrebbe comunque mancare, dato che un buon pasto ed un'esibizione piuttosto lodevole salvarono comunque la serata.&lt;br /&gt;Prima serata col cd "&lt;em&gt;a secret north&lt;/em&gt;" a macchiare il nostro rinnovato banchetto.&lt;br /&gt;Nonostante la serigrafia sia stata bellamente sbagliata nei toni e nella definizione.&lt;br /&gt;Nonostante la parte posteriore della confezione sia di qualità infinitamente più bassa del libretto, evidentemente stampato con una modalità e definizione migliore.&lt;br /&gt;Che sia solo colpa nostra, come ci avrebbero voluto scortesemente far credere i fattori di Mousemen? o non sarà forse che abbiano voluto approfittarsene della nostra incopetenza tecnica? considerando che fronte e retro furono composti nello stesso identico modo, eppure restituitici con qualità assai differenti...&lt;br /&gt;Gente così andrebbe solo evitata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da ricordare la serata anche per l'improvvisata finale (su Caos) del batterista degli Ze Monsta, che ad un certo punto conquista il timpano e si innesta percussivamente sulla lunga coda del pezzo.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110470678740858583?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110470678740858583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110470678740858583' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470678740858583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470678740858583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/090404-fango-pioggia-e-vuoto.html' title='09/04/04, fango, pioggia e vuoto'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110470651314399147</id><published>2005-01-02T23:53:00.000+01:00</published><updated>2005-01-02T23:55:13.143+01:00</updated><title type='text'>02/04/04, altro champagne, signore?</title><content type='html'>&lt;em&gt;(@ CS Garibaldi - Milano, w/ &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.thechampagnekiss.com/" target="_NEW"&gt;&lt;em&gt;The Champagne Kiss&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; e &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.love-boat.org/" target="_NEW"&gt;&lt;em&gt;Altro&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovamente una data Garibaldina gentilmente offertaci da Lake, occasione che mi permette di suonare di nuovo, sul medesimo palco, insieme a membri dei Twelve Hour Turn, oggi impegnati negli Champagne Kiss ed allora nostri involontari compagni in quello che fu il primo ed unico concerto de &lt;a href="http://www.abendland.tk"&gt;Lasofferenza&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;E' pure l'occasione per il debutto di Nicola al basso, scelta felice e del tutto naturale per sostituire Federico.&lt;br /&gt;Concerto di cui ricordo assai poco, ma mi pare comunque discreto anche se con assai poco pubblico.&lt;br /&gt;Il dopo concerto andrebbe invece ricordato per uno stupido ed inconsistente incidente diplomatico con gli Altro, dovuto particolarmente alla scarsa sensibilità di alcuni di noi, ma qui preferisco non ricordare, anche perchè si tratta di questiioni poi risolte.&lt;br /&gt;Ai tempi il cd era già concluso da un pezzo, ma ancora non disponibile a causa di problemi tecnici, burocratici e quindi ritardi dei nostri cari produttori, vale a dire quelli di Mousemen, una ditta tanto consigliataci quanto ingiustamente celebre, essendo in realtà composta da persone assai poco limpide e corteasi, pronte a fregare là dove possibile e velocissime nel perdere ogni residuo di gentilezza nei confronti del cliente una volta intascato il compenso aticipato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110470651314399147?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110470651314399147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110470651314399147' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470651314399147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470651314399147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/020404-altro-champagne-signore.html' title='02/04/04, altro champagne, signore?'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110470600068546291</id><published>2005-01-02T23:45:00.000+01:00</published><updated>2005-01-02T23:50:05.850+01:00</updated><title type='text'>05/03/04, il nostro migliore non-concerto? </title><content type='html'>&lt;em&gt;(w/ Milaus, @ CS Torchiera - Milano)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come meglio battezzare quest'anno di concerti, così (giustamente, ma anche consuetamente) bistrattato, se non con una data che perfettamente racchiuda in sé tutte le diverse sfumature del nostro reagire all'imprevisto e, soprattutto, della sfiga stessa che così spesso ci attanaglia?&lt;br /&gt;Ecco quindi un concerto con i Milaus al Torchiera di Milano, là dove mi capita di co-organizzare un concerto al mese, almeno per una mezza stagione e prima di non riuscire più ad organizzare proprio nulla.&lt;br /&gt;Tutto normale, almeno fin dopo al soundcheck.&lt;br /&gt;Poi: (Luca) "Ho mal di testa"; (io) "Tieni, prendi un'aspirina"; (Luca) "Mi vien da vomitare"; (va fuori. Dopo mezz'ora torna poi indietro suo fratello) "Luca va a casa, non si regge in piedi!".&lt;br /&gt;La disdetta è moltiplicata dal fatto che si tratta dell'ultimo concerto con Federico, di li a poco dimissionario per un nuovo trasferimento in Danimarca per motivi di studio. Si decide quindi di sfruttare comunque in qualche modo l'occasione, improvvisando un brano dei nostri (per gli addetti ai lavori "Caos") con l'ausilio de "il Prandini", aka &lt;a href="http://www.fotolog.net/pranda"&gt;Pranda&lt;/a&gt;, alla batteria. L'esperimento, durevole meno di un quarto d'ora soltanto (nonostante ci vengano scattate tante foto quante il doppio dei minuti passati sul palco), si rivela comunque interessante.&lt;br /&gt;Ma al Torchiera, nonostante rassicurazioni e promesse, non si recupererà più l'occasione persa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110470600068546291?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110470600068546291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110470600068546291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470600068546291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110470600068546291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/050304-il-nostro-migliore-non-concerto.html' title='05/03/04, il nostro migliore non-concerto? '/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110462433946332352</id><published>2005-01-02T01:03:00.000+01:00</published><updated>2005-01-02T01:14:40.670+01:00</updated><title type='text'>18/10/03, com'era verde la mia valle</title><content type='html'>(w/ Ornaments, With Love, Santasangre, Laghetto, FineBeforeYouCame, ViolentBreakfast, VelvetScore, Raein, etc, Muligan's - Ortimino Montespertoli)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto più sotto, la registrazione del cd s'è nel frattempo fatta (allora ancora da completarsi il mixaggio), e noi ci si era felicemente accasati presso la &lt;a href="http://www.dufresneattack.com"&gt;Dufresne&lt;/a&gt; del caro David, oltretutto organizzatore del festival omonimo dell'etichetta. Altra ottima iniziativa possibile all'ottimo personaggio, ben vissuta dai Fits al completo (presenti e futuri, aiutanti e sostituti compresi, come ci dice la foto &lt;a href="http://www.massacrorecords.com/team9.jpg"&gt;in questione&lt;/a&gt;): una di quelle occasioni - non uniche ma comunque rare - in cui un concerto si trasforma in qualcosa a metà tra la vacanza e la gita scolastica. Certo, tralasciamo quelle assurde imprese che sono ormai i nostri viaggi, i ritardi accumulati chissà come (questa volta, i miei mi fanno aspettare un'ora davanti a casa, mentre loro sono a qualche isolato di distanza, a spingere la macchina in panne di uno sfortunato passante), e passiamo invece subito alla descrizione dell'incantevole luogo che ci ha ospitati: un cucuzzolo di collina nello stereotipo della verdeggiante toscana, tra vigne e casolari, per la cronaca assai vicino ad uno dei riconosciuti luoghi d'azione di Pacciani e Co.&lt;br /&gt;Il Muligan's è uno stretto pub in legno con due palchetti vicini, e noi lì si suona la prima sera, prima dei With Love e dopo una marea di altri gruppi, per lo più interessanti, in quello che forse fu il nostro miglior concerto del 2003 (qui lo dico, qui lo nego). I miei andrebbero elogiati per arditezza e sprezzo del pericolo e delle avverse condizioni termiche: se, infatti, il Dufresne nasce come festival estivo, coattamente slittato in autunno non s'è ugualmente voluto rinunciare allo spazio campeggio, vissuto dai miei compari - mentre io, borghese e mammone, me ne stavo in una stanza d'albergo pagata dalla mia ragazza - con mezzi assai parchi, simbolo del loro incosciente valore. Un sacco a pelo, anche solo qualche logora coperta a testa per ripararsi dalle temperature assai poco accoglienti: svegliandoli la mattina me li ritrovo malamente conciati, e Luca in particolare sembra essere invecchiato una decina d'anni in una sola notte.&lt;br /&gt;E come non rammentare la colazione e il pasto offertici dal gentil David, o i giochi pomeridiani con cui i miei compari riempirono l'attesa dell'inizio dei nuovi concerti (chiedere a qualche PHP per ragguagli - chiedeteglielo voi, perché io ancora aspetto una risposta da Nadir da più di un anno: Nadir, sto festival allo SGA si fa o no?)?&lt;br /&gt;Al termine quasi di una giornata assai più eterogenea della precedente, per musiche e pubblico, mentre Federico già se n'era andato per seguire la sua squadra di pallone, si parte nuovamente alla volta delle rispettive case, con quel verde nel cuore, nonché nel portafogli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110462433946332352?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110462433946332352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110462433946332352' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110462433946332352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110462433946332352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2005/01/181003-comera-verde-la-mia-valle.html' title='18/10/03, com&apos;era verde la mia valle'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110433243053412834</id><published>2004-12-29T15:41:00.000+01:00</published><updated>2005-01-02T00:58:42.193+01:00</updated><title type='text'>19/07/03, con amore e con imprevisti</title><content type='html'>&lt;em&gt;(Scandellara Rock (BO) - w/ Laghetto, ToTheAnsaphone, Sumo, WithLove, Norm, etc.)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In assoluto, uno dei capisaldi delle cronache del gruppo, uno di quegli episodi rievocati così tante volte da renderne ormai stanco il racconto.&lt;br /&gt;Esattamente come ora.&lt;br /&gt;Uno dei momenti di involontaria svolta del gruppo, e, di conseguenza, inevitabilmente tinto di folle sfortuna...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con grande piacere si occupa il posto lasciato vacante dai Settlefish all'interno della scaletta di questo corposo festival estivo organizzato da alcuni membri dei &lt;a href="http://www.donnabavosa.com/"&gt;Laghetto&lt;/a&gt;: concerto all'aperto, in mezzo ad un parco bolognese, lungo l'intero arco della giornata.&lt;br /&gt;Se gli episodi della nostra precedente serata, trascorsa dalla maggior parte dei componenti del gruppo negli appartamenti di casa Maiocchi sgombri dell'intero parentado, fortunatamente appartengono alla sfera dei ricordi privati, ahimè, gli avvenimenti del diciannove sono mestamente pubblici ed irreparabile.&lt;br /&gt;Trattasi di uno dei peggiori concerti che si sia mai fatto.&lt;br /&gt;Forse &lt;strong&gt;IL concerto peggiore&lt;/strong&gt;, almeno fino a quel punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni volta, dietro ad una pessima esibizione, coesistono una serie così estesa di concause, di fattori che altre volte avevano giocato in maniera contraria, da non poter permettere di capire cosa effettivamente sia andato storto.&lt;br /&gt;Semplicemente, è andato TUTTO storto!&lt;br /&gt;Ben si comincia, una volta saliti sul palco verso l'ora della cena, a metà circa della scaletta, scoprendo nei fonici elementi di rara simpatia: superficiali, indisponenti, addirittura pronti all'amaro sfottò nel caso qualcuno chiedesse - per favore (uno dei miei tormentoni)! - di alzare il volume della voce in spia.&lt;br /&gt;Le terrificanti condizioni acustiche sul palco accompagno così un'esibizione degna di essere dimenticata. L'incipit dice tutto: dopo essermi accordato con Stefano di NON suonare all'inizio il brano ch'egli non avrebbe interpretato, attaccato col primo pezzo; a riff già bello che innoltrato, mi giro e vedo il suddetto individuo tranquillamente appoggiato alle transenne, giù dal palco, mentre sfumazza distratto una sigaretta. "Stefano, che cazzo fai!", gli si dice, e così corre su ad imbracciare la chitarra, a concerto già iniziato. Il resto è un susseguirsi d'ombrosi e sgradevoli concatenamenti di suoni, tanto irritanti che ad un certo punto si decide di segare la scaletta. Io, bloccato dallo sconforto, addirittura smetto di cantare, ma c'è da dire che ognuno ci mette del suo, con una sequela pressochè infina di errori.&lt;br /&gt;Chissà, forse non fu d'aiuto il gelido apporto del pubblico, il quale, prima ancora che avessimo preso in mano gli strumenti, se n'era completamente andato, defluendo in toto verso gli stand del cibo o sulle collinette intorno al palco. Soli a supportare la nostra esibizione, membri dei sempre amichevoli Santasangre e David della &lt;a href="http://www.dufresneattack.com"&gt;Dufresne&lt;/a&gt;: chiunque volesse analizzare la psicologia di questo ottimo ed amorevole personaggio, non dovrebbe tralasciare che, proprio in quel giorno, di fronte al nostro peggior concerti, egli decise di produrci un cd!&lt;br /&gt;Primo cd che si sarebbe registrato in provincia di Varese il giorno seguente, anche se ad un certo punto era sembrato che non si sarebbe più tornati a casa: l'ordine prestabilito degli avvenimenti viene sconvolto dall'esibizione finale dei With Love, i quali, dopo pochi brani, infoiati dall'antipatico supporto dei fonici, distruggono parte del palco, scatenando una mini rissa e venendo poi sequestrati per ore dai gestori del luogo, insieme al rimborso che ci avrebbe permesso di pagare la benzina per ritornare a casa.&lt;br /&gt;E se l'intera giornata seguente viene spesa nell'impossibile e faticosa impresa di registrare 4 brani in meno di 12 ore (impresa riuscita solo per poco più di un terzo), che dire della conclusione di questa breve vacanza dalla vita normale? A notte ormai fonda, salutati tutti e stipati in un'auto carica di anime e strumentazione, Federico si esibisce in un'accellerata sul vialetto d'ingresso della sala di registrazione che si conclude ancora prima di averne terminato la salita, con una gomma sfracellata contro un muretto.&lt;br /&gt;Ovviamente l'auto di Luca è priva di ruota di scorta, già utilizzata in un imprevisto autostradale di qualche tempo addietro.&lt;br /&gt;A salvarci almeno in parte è Andrea della Sauna, che ci presta gentilmente la Panda di sua madre, guadagnandosi la nostra infinita gratitudine, permettendoci almeno di tornare a casa, quando ormai il nuovo giorno è già cominciato ed una delle due giorni più assurda della tua esistenza è ormai finita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110433243053412834?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110433243053412834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110433243053412834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110433243053412834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110433243053412834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/12/190703-con-amore-e-con-imprevisti.html' title='19/07/03, con amore e con imprevisti'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110433100102287221</id><published>2004-12-29T15:32:00.000+01:00</published><updated>2004-12-29T15:38:52.190+01:00</updated><title type='text'>12/7/2003, come tappare un buco con le Uhu's!</title><content type='html'>(w/ Uhu's, Raein, With Love, @ CS Vittoria - Milano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come, non si era detto che al Vittoria non si sarebbero più fatti concerti estivi, per il troppo caldo, i problemi con i vicini, il crollo degli ideali?&lt;br /&gt;Sarà, però, grazie ad una serie di passa-parola e dopo aver scassato il cazzo per giorni a chi di dovere, riusciamo ad infilarci all'ultimo in questa serata che vede pure l'esibizione delle tre Uhu's, meteora con alcune &lt;a href="http://vivl.diaryland.com/"&gt;componenti&lt;/a&gt; della quale verremo poi a collidere in futuro.&lt;br /&gt;Trattasi, comunque, di esibizione forzatamente breve (e tutto sommato discreta), considerando l'ennesimo nostro ruolo di infiltrati / aggregati / tappabuchi / auto invitatisi, ruoli che spesso hanno definito la nostra presenza ai concerti.&lt;br /&gt;Il che, a pensarci, lascia una sensazione amara in fondo alla bocca, anche se sarebbe meglio sostituirla artificialmente con qualche altra immagine goliardica, qualcosa sullo stile dei vecchi video dei Beasty Boys.&lt;br /&gt;Centrasse almeno qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110433100102287221?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110433100102287221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110433100102287221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110433100102287221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110433100102287221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/12/1272003-come-tappare-un-buco-con-le.html' title='12/7/2003, come tappare un buco con le Uhu&apos;s!'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110423351265053397</id><published>2004-12-28T13:29:00.000+01:00</published><updated>2004-12-29T15:31:54.296+01:00</updated><title type='text'>28/06/03, un'estate al Lago</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(w/ KC Milian, Eyes Could Say, Cary Quant, Deep End, Minnie's etc, @ CS Garibaldi, Milano)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoci giunti al festivalone estivo organizzato dal Lake, aka Daniele Laghezza, nel suo consueto feudo meneghino. Con estremo gaudio e piacere partecipiamo insieme agli altri numerosi gruppi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cambi palco al minuto spaccato, che quasi mai poi si spacca.&lt;br /&gt;La pasta fredda nell'inedito cortile.&lt;br /&gt;La pioggia che funesta l'estiva occasione.&lt;br /&gt;La nostra prima volta di fronte al solito pubblico (altrimenti definibile almeno in parte come &lt;em&gt;la scena?&lt;/em&gt;) da quando l'asse ispirativo s'è autonomamente spostato.&lt;br /&gt;Cosìcchè tutti quelli che le descrizioni dei gruppi sui flyer dei concerti le scrivono o leggono si meravigliano per il cambiamento, per l'improvviso variare dei suoni e dell'impatto.&lt;br /&gt;"Come mai?", "Cos'è successo?", "Ma prima non facevate altro?", d'improvviso ci si sente chiedere, facendoci intuire che forse qualcosa da qualche parte si sia mosso.&lt;br /&gt;Come se uno si mettesse a tavolino a pensare cosa e come suonare...&lt;br /&gt;...o meglio, probabilmente questo spesso succede, più di quanto io creda, ma non nel nostro caso, dove la maggior parte degli umori musicali scorre con moto autonomo e spontaneo.&lt;br /&gt;E i cambiamenti avvengono sempre in maniera molto più legata e lineare di quanto il mondo là fuori, inevitabilmente e giustamente distratto, possa percepire. Così a poco a poco smetti di scrivere canzoni, forse perchè la chitarra acustica s'è impolverata troppo, forse perchè non ne sei più capace, e  lentamente la strada s'allarga o procede altrove.&lt;br /&gt;La serata andrebbe altrimenti ricordata pure per un'imbarazzante video-intervista che un sedicente filmaker, impegnato in un piccolo documentario sul festival, ci propone a tarda serata. Gli effluvi dell'alcol e la spontaneità disarmeante di Stefano pongono le nostre risposte ad un livello intermedio tra il ridicolo e il pienamente trascurabile, ma queste sono cose che andrebbero giusto raccontate a voce, perchè verba volant e quelle altrecose lì...&lt;br /&gt;Fortunatamente il progetto del documentario si sarebbe poi arenato, salvando quel poco di reputazione che forse ci portiamo dietro.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110423351265053397?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110423351265053397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110423351265053397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110423351265053397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110423351265053397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/12/280603-unestate-al-lago.html' title='28/06/03, un&apos;estate al Lago'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110414618836365931</id><published>2004-12-27T13:05:00.000+01:00</published><updated>2004-12-29T15:27:53.366+01:00</updated><title type='text'>27/06/03, un'altra festa di mezzanotte</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Abendland Fest 2003, w/ Kech @ &lt;a href="http://www.controprogetto.org/"&gt;Controprogetto&lt;/a&gt;, Milano)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difficoltà dell'organizzare un misero concerto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il successo dell'edizione dell'anno precedente, ero convinto che al Vittoria si sarebbe replicato senza problemi.&lt;br /&gt;Anzi, non ero l'unico ad esserne convinto, visto che, l'anno scorso, pure i ragazzi del centro sociale in questione, di fronte al gran numero di partecipanti paganti, s'erano detti più che disponibili a ripetere l'esperienza. Tant'è che neanche mi ero troppo preoccupato del fatto che Matteo non rispondesse ai miei ripetuti messaggi, mesi prima della fatidica data.&lt;br /&gt;Succede però invece che, a volte, la gente si disinteressi di quel ch'essa stessa dice, delle nuove promesse e dei vecchi ottimi auspici.&lt;br /&gt;Così all'ultimo si scopre che il Cs Vittoria non avrebbe ospitato concerti per tutto il periodo estivo, onde evitare problemi col vicinato, conseguenti all'eccessiva diffusione del suono nell'aere circostante che l'obbligo delle finestre aperte - contro l'asfissiante caldo - avrebbe inevitabilmente procurato.&lt;br /&gt;Poco importa che poi di concerti al Vittoria, con le finestre decisamente spalancate, se ne faranno da lì a poco, addirittura con noi tra i protagonisti: il festival va organizzato altrove; ed è nuovamente la sapida lotteria dello scaricabarile che mi porta, dopo innumerevoli tentativi, email, telefonate e presenze ai collettivi, al Controprogetto. Trattasi di uno spazio occupato all'interno della Stecca degli artigiani, vetusto stabile nel bel mezzo del quartiere Isola. L'aggancio - perché 'an dò vai se er gancio nun ce l'hai? - è rappresentato da Emiliano Merzagora, vecchia conoscenza persasi nelle curve che il tempo lascia dietro di sé, passando come un serpente sulla sabbia; amico mio e di Mattia, indirettamente riesce a garantirci uno spazio per qualche ora, senza alcun rimborso e strumentazione. I consueti sogni di gloria, i grandi piani per concerti grossi e grassi di pubblico, vari e più attinenti con quelli ch'erano gli specifici gusti di Mattia come al solito vengono spezzati in pochi secondi.&lt;br /&gt;Così organizziamo una serata con gli amici Kech, suddividendoci l'intera strumentazione, pure mixer e microfoni. La serata è anche l'occasione per il rientro nel gruppo di Stefano, questa volta alla chitarra, ed è la prima volta, da quando suono, che qualcun altro condivide con me l'onere delle sei corde (aspetto ancora che ciò accada con la voce).&lt;br /&gt;E, nonostante tutto, la serata riesce bene, addirittura grazie anche ad un buon nostro concerto.&lt;br /&gt;Tutti felici, tutti contenti: l'iniziativa si replicherà volentieri in queste stesse mura, mi si dice.&lt;br /&gt;Poi torno a casa, sfinito, maleodorante, e svuotato ricordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110414618836365931?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110414618836365931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110414618836365931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110414618836365931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110414618836365931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/12/270603-unaltra-festa-di-mezzanotte.html' title='27/06/03, un&apos;altra festa di mezzanotte'/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-110405764993909526</id><published>2004-12-26T20:35:00.000+01:00</published><updated>2004-12-29T15:21:48.280+01:00</updated><title type='text'>23/05/03: una giornata (NON) Ideale </title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(@ Ideal - Magenta, w/ Morose)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta la prima difficoltà nasce dal riuscire a recuperare tutta la strumentazione: per la prima volta nella storia dell'Uomo, infatti, siamo noi a dover portare la batteria!&lt;br /&gt;Strumento che in realtà non possediamo, e che così ci viene gentilmente prestato dal batterista dei &lt;a href="http://www.massacrorecords.com"&gt;Corey&lt;/a&gt;: si va a prenderla Federico ed io in quel di Oleggio, nella sala dei piemontesi. Tra traffico milanese, autostrada, traffico piemontese, Adriano che sbaglia strada per arrivare alla sala del suo stesso gruppo (noi dietro lo seguiamo come degli idioti, in giro per paesini dai nomi mai sentiti) e generici problemi nel raggiungere il locale, perdiamo un sacco di tempo, arriviamo in ritardo, scoprendo alla fine che non tutti i pezzi ci sono stati consegnati.&lt;br /&gt;Quel che si dice una giornata stressante, e il bello è che, a fine serata, non ricaviamo neppure un centesimo, non un solo euro per ripagarci della benzina consumata.&lt;br /&gt;Da menzionare anche il soundchek, fornitoci da uno dei fonici meno disponibili tra quelli da noi incrociati: urtato dai molteplici traffici e problemi coi mille strumenti dei Morose, a noi ci fila veramente poco, ci tratta anche un po' male, e come al solito finisce che io non sento nulla sul palco. Chissà fuori.&lt;br /&gt;Avrei potuto chiederlo ad uno ad uno alle persone presenti, dato che saranno state non più di una dozzina.&lt;br /&gt;Unica vera guest-star della serata, Gianmaria degli UVMMS.&lt;br /&gt;Grazie comunque a Danilo per averci fatto suonare.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-110405764993909526?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/110405764993909526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=110405764993909526' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110405764993909526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/110405764993909526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/12/230503-una-giornata-non-ideale.html' title='23/05/03: una giornata (NON) Ideale '/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108556555139124694</id><published>2004-05-26T11:56:00.000+02:00</published><updated>2004-12-27T09:58:35.740+01:00</updated><title type='text'>09/05/03, un giorno nel bunker… </title><content type='html'>Altra data bergamasca, gentilmente offertaci dai ragazzi di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Un giorno in un attimo&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;(ma al momento di organizzare il concerto ancora non avevano un nome), dopo averci visti e, evidentemente, apprezzati (!!!) al concerto del novembre 2002. Solo che nel frattempo le cose sono cambiate un pochetto: per prima cosa, Stefano è uscito dal gruppo, e al suo posto è entrato Federico, che con me già suonava ne &lt;a href="http://www.abendland.tk"&gt;Lasofferenza &lt;/a&gt;e nell’antico progetto casalingo &lt;a href="http://www.undermybed.org/fog"&gt;Something Faded&lt;/a&gt;; per altro, gli stilemi slow-core e pedrothelionici che contraddistinguevano quanto fatto in passato nella provincia orobica ormai sono stati sostituiti da una certa pesantezza di suoni e rumori. Avranno ugualmente apprezzato? Spero di sì, temo di no. E la poca gente che si vede all’interno dello Spazio Bunker, ovvero il piano interrato del Pacì?&lt;br /&gt;Non saprei. Probabilmente siamo un &lt;em&gt;fuoritema&lt;/em&gt;, ma questa è una di quelle occasioni in cui poco importa, perché comunque la serata esce abbastanza bene (per altro mi ricordo di una buona cena: nulla dal consueto menù pre-concerto da centro sociale, ma comunque buono).&lt;br /&gt;Suonano anche i pugliesi &lt;a href="http://digilander.libero.it/frantichardcore/defoult.htm"&gt;Frantic&lt;/a&gt;, ex hc-kid ultramelodici, ora in parte spostatisi su certe cose che si definiscono “emo” (escono in questi giorni con un disco su &lt;a href="http://www.heartfelt.it/"&gt;Heartfelt&lt;/a&gt;). Un plauso a loro, prima di tutto per essere riusciti là dove io fallisco miseramente ogni anno, vale a dire nell’organizzare un mini tour che attraversi a ritroso la penisola. L’anno scorso, nell’ennesimo tentativo di sfruttare la presenza di My Dear Killer in Italia, ero riuscito a trovare un paio di date in Campania, da accoppiare a concerti che Luca avrebbe dovuto scovare a Roma e Terni, e magari qualcosa anche in Calabria. Il trucco stava nel presentare il tutto come un tour di due gruppi al prezzo di uno, ovvero MDK + TFITS, tralasciando in fondo alle solite patetiche biografie promozionali che MDk dal vivo è composto da sola voce e chitarra. Ma poi MDK bidonò, Luca non trovò nulla, e quindi tutto venne vanificato.&lt;br /&gt;Per la cronaca, quest’anno (maggio 2004) la situazione è simile e spiacevolmente invariata: nonostante l’uscita del disco, pochi ci si filano, e quindi con una sola data in Sicilia non si può pagare un viaggio di oltre mille chilometri.&lt;br /&gt;Nel Bunker ci siamo chiusi noi: sembra più facile andare a suonare in Germania che in Sud Italia!&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108556555139124694?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108556555139124694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108556555139124694' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108556555139124694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108556555139124694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/05/090503-un-giorno-nel-bunker.html' title='09/05/03, un giorno nel bunker… '/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108378846167408114</id><published>2004-05-05T22:21:00.000+02:00</published><updated>2004-05-05T22:24:13.920+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;23/01/03: al Leoncavallo con TheDeathOfAnnaKarina e TheInfartoScheisse (la serata dei "the...")&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco da dire su questa data: l’ultima con Stefano al basso, poco prima della sua prima fuoriuscita dal gruppo.&lt;br /&gt;Anche l’ultima volta con quel repertorio durato assai poco, ennesima fase di transizione: via quel pezzo alla Codeine con distorsione finale, via quell’altro pezzo alla Low sul quale però Luca suonava un ritmo quasi drum’n base.&lt;br /&gt;Dato che, però, della musica io non butto mai niente (sarà che compongo delle porcate), il secondo tra questi due esclusi s’è fatto acustico ed infilatosi nell’ultima &lt;a href=http://www.ouzel.net/ouz29.htm&gt;compilation della Ouzel Records&lt;/a&gt;, registrato in una versione solistica e masturbatoria unicamente dal sottoscritto. Ce ne sarebbero altri, di pezzi su quel genere, scartati ma in qualche modo recuperabili: si tratta di 3 o 4 brani, lenti ma melodici, che  si era tentati di registrare nell’estate del 2002. Una sera di luglio avevamo infatti portato un vecchio registratore a bobina di Stefano (non un multitraccia) in una sala prove dove suonavamo ogni tanto, una specie di cascina nei dintorni di Novara, lercia e ripiena di vecchia strumentazione, gestita da un signore di poche parole e dallo sguardo sempre truce, che passa le giornate ad aggiustare vecchi ampli e a sfamare quella mezza dozzina di gatti che si ritrova tra i piedi. Piazzati i microfoni e fatti passare attraverso il mixer, avevamo tentato di registrare le tracce di batteria. Calato il sole, però, la stanza s’era improvvisamente risvegliata, prendendo vita tramite il brulicare di centinaia di esserini. Un duplice attacco, portato da stormi di zanzare e plotoni di insettini vermiformi o zampettanti, pronti a calarsi come piccoli e sgradevoli marines da migliaia di piccoli nel soffitto. Una scena a metà tra Indiana Jones e Fulci, con Emilia che, isterizzata dalle creature che le cadevano sulla testa, si rifugia in macchina da sola per una buona oretta. Noi, invece, tra l’isopportabile calura, le puntura di zanzare e lo schifo di tutto il resto, rimaniamo a registrare. Con quei nastri, poi, non s’è fatto più niente, ma forse ora usciranno su uno split su cdr a metà con ONQ.&lt;br /&gt;Al Leoncavallo, incece, concerto senza infamia e senza lode.&lt;br /&gt;Olè.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108378846167408114?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108378846167408114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108378846167408114' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108378846167408114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108378846167408114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/05/230103-al-leoncavallo-con.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108344818087193368</id><published>2004-05-01T23:49:00.000+02:00</published><updated>2004-05-01T23:52:48.826+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;20/12/02, una data "storica"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornata indimenticabile.&lt;br /&gt;Per diversi motivi.&lt;br /&gt;Quasi tutti pessimi.&lt;br /&gt;Uno di quegli avvenimenti che, nel momento stesso in cui si dispiegano coinvolgendoti direttamente, ti lasciano interdetto, solo prima però di sedimentarsi nella memoria collettiva. Una di quelle cose che preferiresti non accadessero, ma che, una volta successe con ineluttabile fervore, diventano mattoni della piccola storia del gruppo.&lt;br /&gt;Chiedo solo, a chi legge, di fare il conto delle sfighe (tralasciando la loro qualità e grandezza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cronaca: riesco ad organizzare una trasferta musicale, cogliendo l’occasione dell’arrivo di Stefano “MyDearKiller” Santabarbara in Italia per qualche giorno. Si sarebbe dovuta fare pure un’altra data a Desio, la sera seguente, ma all’ultimo mi ritrovo invischiato in questioni politiche relative all’avvicendamento dei vertici del Centro Giovani. Così si va solo a conquistar Faenza, in una data trovata con relativa facilità - come sempre meno spesso accade - vale a dire semplicemente chiedendo ai diretti interessati.&lt;br /&gt;La giornata è fitta. Stefano arriva da Londra il pomeriggio stesso, ed io vado a prenderlo a Linate. Chiaramente l’aereo ritarda, e pure tanto. All’aereoporto comincia ad uscire la gente con i bagagli in mano, mentre io aspetto temendo per la macchina in divieto, ma di Stefano nenache l’ombra. I minuti si accumulano a vuoto, e dopo un’interminabile pausa, spunta fuori Stefano urlando empietà di fronte agli sbigottiti astanti: gli hanno perso il bagaglio… Sbrigata la parte burocratica, ci mettiamo in viaggio verso casa di Luca, luogo d’appuntamento con i novaresi. I quali, ovviamente, non ci sono, bloccati dal traffico chissà dove. &lt;br /&gt;Quando finalmente ci si incontra, si prova a stipare tutta la strumentazione nella macchina, inconsapevolmente fornita dall’ufficio del padre di Emilia, e si parte. Anzi, no, si rimane bloccati un’ora in tangenziale, per chissà quale altro motivo. Il rischio di rimanere a secco viene invece sfiorato più volte, a causa del maledetto cruscotto digitale di una macchina che mi trovo a guidare per la prima volta in vita, oltretutto in autostrada. A Faenza ci si arriva a fatica, perché le indicazioni stradali consegnate ai siti internet non sono mai fatte con la necessaria mancanza di presunzione. Giunti con più di 3 ore di ritardo ci si agita per montare il palco, per poi scoprire una delle più grandi sorprese della serata, nonché una delle poche note positive: il Capolinea è l’unico centro sociale che io conosca ad essere fornito di un forno a legna, capace di sfornare pizze a ripetizione. Calata in questo contesto e spinta dal pre-concerto lontano da quella tipica aurea da ristorante in centro, camerieri isterizzati e &lt;i&gt;margheritaebirra15euro&lt;/i&gt;, la pizza riacquista tutto la sua essenza di cibo povero ma buono, depositandosi copiosa nei nostro organismi senza fondo.&lt;br /&gt;Ma è già tardi, sarebbe quasi ora di cominciare. Peccato che il Capolinea sia completamente vuoto, fatta eccezione per i ragazzi del centro, che però pensano bene di barricarsi nella sala della biblioteca pr l’intera serata, senza mai farsi vedere. Certo i nostri non son nomi di richiamo, ma si spera sempre – questa è stata la regola altrove – in uno zoccolo duro di frequentatori del Centro Sociale, richiamati dall’ambiente più che dalla musica. Speriamo inutilmente nell’arrivo in extremis di certi nostri amici lì vicino domiciliati, ma l’abbandono è totale, e il locale rimane vuoto.&lt;br /&gt;MyDearKiller suona quindi davanti a noi quattro, portando avanti comunque il giochino della serata, ovvero continuare a far pensare a quelli del Capolinea che a Londra non solo ci lavori, ma pure ci sia nato (“…il ragazzo inglese suona da solo?”). Saluta e ringrazia coi fonemi d’Albione, e vederlo sprecarsi in un disperato cabaret davanti al vuoto del salone ha qualcosa di surreale. Nel frattempo, per il nostro ingresso sul palco, s’è raccolto un gruppo di curiosi: una coppia di paganti (l’unica dell’intera serata), e qualche marocchino sbronzo che applaude rumorosamente. I miei compari hanno pensato bene di colmare il vuoto di spettatori con lo svarione psicotropico, ma stranamente si suona piuttosto bene, nonostante un orribile tremolo sul basso ne renda il suono magmatico ed obbrobrioso. Infine, giacché s’era fatta la brillante pensata di spezzare il concerto di My Dear Killer in due, a mo’ di parentesi all’interno delle quali ficcarci, Stefano torna sul palco per qualche altra canzone delle sue. “Bravo, bravo… ora basta!!!” invoca ad un certo punto uno degli spettatori casuali con stentato ma incisivo italiano. Io lo accompagno in un paio di pezzi alla batteria, creando un putiferio di stecche e brutture quando Stefano attacca con un brano precedentemente non concordato, da me mai udito, sul quale inutilmente tento di improvvisare qualcosa di adatto. &lt;br /&gt;Stranamente nessuno s’è lamentato.&lt;br /&gt;Ah, già, non c’era nessuno.&lt;br /&gt;E se ne sono accorti pure quelli del CS, dimostrando di non avere i soldi per pagarci il rimborso, lasciandoci con 20 euro in meno di benzina e casello.&lt;br /&gt;Il ritorno è un insieme di stress, stanchezza ed incomprensione: 300 km passati ad ascoltare gli altri russare, compendio al disastro dell’intera giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108344818087193368?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108344818087193368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108344818087193368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108344818087193368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108344818087193368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/05/201202-una-data-storica-giornata.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108233795596291208</id><published>2004-04-19T03:25:00.000+02:00</published><updated>2004-04-19T03:28:51.343+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;09/11/02, di ricordo in ricordo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di memoria in memoria.&lt;br /&gt;Il 7 giugno del 2001 Lasofferrenza suonò al Cs Garibaldi. Era il suo primo concerto, e fu una serata piuttosto caotica ed emotivamente sconquassante: errori, disorganizzazione, litigi. I pezzi della batteria affittati qualche ora prima ad un prezzo esorbitante nell’unico negozio trovatosi disponibile, uno spacciatore di anticaglia e vintage vario. Concerto breve e nervoso, inutilmente nervoso, di quel nervoso che non ti fa più parlare per giorni, poi all’improvviso ti rendi conto che sono solo stronzate e, anche se lì per lì non ci ridi sopra come dovrebbe essere giusto, ricominci a guardare avanti.&lt;br /&gt;Quella stessa sera, tra gli altri, sul palco ci seguirono gli orobici Lafalce, gruppo strano cioè bello, perché grezzo eppur bravo. Brave persone, gente simpatica con la quale scherzare, alla quale scroccare gli ultimi pezzi di batteria, con la quale fare qualche progetto, perché prima o poi si tornerà a suonare su un palco, nonostante tutto, altrimenti cosa metti in piedi a fare un gruppo col cantante che grida come un ossesso fino a farsi scoppiare la testa, agitandosi col braccio rotto e il mignolo prossimo alla parziale cancrena (tutto vero, Manes for president)?&lt;br /&gt;Dopo qualche tempo, un paio di settimane, Mattia, batterista de Lasofferenza, morì in un incidente con la moto. &lt;br /&gt;Dopo qualche tempo il batterista de Lafalce morì in un incidente automobilistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa serata era in suo ricordo, organizzata al CS Pacì Paciana di Bergamo insieme ad una marea di gruppi che ebbero con lui a che fare, più che altro per amicizia.&lt;br /&gt;Così tanti nomi (Infarto Scheisse, FineBeforeYouCame, A Sight For Sore Eye, Starsick, OneTruth e poi gruppi grind, gruppi crust, gruppi hip-hop, e chi più ne ha più ne metta) che fare il solito noioso riassunto mi pare inutile, tantopiù considerando che sono le 3 di una domenica notte di due anni dopo. La televisione è accesa sul Blob riassuntivo di 15 anni, e lì sono già all’11 settembre.&lt;br /&gt;Noi suoniamo senza molto capire di quel che noi stessi stiamo facendo. &lt;br /&gt;Non ho il distorsore su un canale separato, così quando devo e posso mi avvicino alla testata, allungo la mano, e giro il gain all’improvviso. Non posso assicurare sul risultato, ma a qualcuno forse piace, considerando che il gruppo grind di prima mi chiede di fare uno scambio di cd, chissà se per rispetto alla nostra musica o al solo e semplice suonare.&lt;br /&gt;…che poi, vorrei dire, sarà passato tempo e i filmati di Bin Laden si saranno pure susseguiti senza più molti dubbi, ma almeno per completezza storica, così, tanto per curiosità, quelle infallibili prove che portarono all’attacco in Afghanistan ora potrebbero anche farcele vedere. Non che non mi fidi di Berlusconi, è solo umana curiosità: un’occhiata fugace…&lt;br /&gt;Quanto tempo è già passato?&lt;br /&gt;Vecchiaia che avanza.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108233795596291208?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108233795596291208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108233795596291208' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108233795596291208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108233795596291208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/04/091102-di-ricordo-in-ricordo-di.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108223326022835431</id><published>2004-04-17T22:21:00.000+02:00</published><updated>2004-04-17T22:23:54.530+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;26/11/02, more lo-fi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora ad Arese per la seconda edizione del mini festival &lt;em&gt;del &lt;/em&gt;lo-fi, o festival lo-fi, o low-fest, come l’avrei definitivamente chiamato se ci fosse stata una terza puntata. Disguidi, ritardi ed incomprensioni puramente umane non hanno però permesso un altro tentativo: il rapporto con lo SGA sembra infatti essere terminato (anche se io spero sempre e comunque di poterlo recuperare) a causa di antipatie trasversali ed esaurimento di risorse psichiche (forse mi sbaglio, forse no). Altri luoghi dove poter ambientare una simile serata non li ho trovati, o forse non li ho semplicemente ben cercati.&lt;br /&gt;Fatto sta che, quasi sul finire del 2002, suonarono allo SGA Kech, Uber, Skoda, Morose e, guarda un po’, noi.&lt;br /&gt;Forse nel complesso una serata migliore di quella dell’anno precedente, con più pubblico, meno  facce note tra esso e migliore organizzazione; peccato solo che ai toscani Uber tocchi suonare davanti a pochi irriducibili (mai più serate con + 3/4  gruppi).&lt;br /&gt;A cominciare sono i Kech che, come sempre, ottengono buon riscontro dal pubblico: una band buona per ogni stagione, considerando come si facciano apprezzare praticamente in ogni dove. Forza della melodia, si direbbe.&lt;br /&gt;Gli Skoda sono secondi in scaletta, in quello che sarà il loro ufficialmente ultimo (ma in realtà penultimo) concerto, prima che gli impegni lavorativi, la famiglia e  il tempo che passa li strappassero ai nostri uggiosi ascolti, evitando di farli giungere a quel successo, mai agognato e ricercato, che gli sarebbe stato altrimenti consono. Perché se mai ci fu, tra quelli perennemente sconosciuti, un gruppo pop non pretenzioso ma originale, onesto eppure paraddosalmente raffinato, lievemente auto-ironico e divertente pur senza essere comico, esso rispondeva al nome Skoda. E’ da un po’ che anche in Italia va di moda la tastierina, calata nei molteplici contesti ai quali può essa prestarsi: loro l’avevano e la usavano in modo del tutto naturale ben prima d’altri (si consideri ad un livello nazionale, ovviamente). Dirò di più: se avessero cantato sempre in italiano e non solo saltuariamente (come nel loro pezzo forse migliore, guarda caso sulla compilation della UnderMyBed…), si sarebbero addirittura potuti vendere senza neppure rinunciare alla qualità.&lt;br /&gt;Agiografie a parte, terminato il set del duo di Morbegno tocca ai “soliti” Morose, qui nelle loro prime uscite dopo le iniezioni di melanconia acustica che hanno generato poi il loro ultimo cd. Qui c’era pure ONQ che suonava batteria e sega musicale, con gran stupore dei presenti.&lt;br /&gt;Noi si suona per la prima volta dopo diversi mesi, come dimostrano alcuni pezzi nuovi, piuttosto diversi dai precedenti (più “slow-core”) ed appartenenti a quella breve fase tra il pulito e il distorto che è stata poi senza ragionamenti abbandonata. La serata è entrata nei nostri brevi annali per la prestazione di Luca: complici i fumi dell’alcol (o forse i fumi e basta), dopo averci gettato nel panico per la sua prolungata assenza per l’intera serata, nel bel mezzo di un brano, proprio là dove uno stacco particolarmente tranquillo avrebbe dovuto portare, a metà brano, all’esplosione finale, Luca decide di smettere, lasciando me e Stefano di stucco. Come niente fosse si aggiusta  piatti, si gratta le chiappe… la coda, però, se l’è proprio scordata…&lt;br /&gt;Come già detto, per gli Uber la sala è quasi vuota, complice l’orario o forse solo la scaletta piuttosto fitta. E’ un peccato, ma non per quei pochi che li ascoltano e per me che li scopro più duri rispetto al demo, e più vari, grazie anche all’innesto di una timida sassofonista, che dona al loro quasi-noise vagamente alla Lapse dei retrogusti jazz-core.&lt;br /&gt;E con questo ho finito il primo aggiornamento di Blog dopo più di  6 mesi.&lt;br /&gt;Ne varrà la pena?&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108223326022835431?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108223326022835431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108223326022835431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108223326022835431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108223326022835431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/04/261102-more-lo-fi-ancora-ad-arese-per.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108221241085763645</id><published>2004-04-17T16:33:00.000+02:00</published><updated>2004-04-17T16:36:24.653+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;06/07/02, ancora Genova&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel che riesco a ricordarmi, questo festival è uno dei primi (se non il primo) concerto fatti al Pinelli dopo l’incendio che l’aveva fatto praticamente chiudere. Organizzano alcuni ragazzi dei KC Milian, e noi siamo poco più (o poco meno) che degli imbucati, trovandoci in scaletta praticamente per caso dopo aver repentinamente risposto su una messageboard alla richiesta: “Chi vuol suonare a Genova?”&lt;br /&gt;Ci ritroviamo insieme ai La quiete, EyesCouldSay, Kafka, Patch, Exotago (è il loro primo concerto in assoluto), etc. Scaletta piuttosto movimentata e caotica, così come l’organizzazione e la giornata nel suo complesso. Noi comunque ci divertiamo parecchio, come già è successo a Genova e come spesso succede in quei concerti lontani da casa, dove c’è poco da fare (in questo caso, non per nostra pigrizia, ma perché la maggior parte della strumentazione non arriva fino alle 9 di sera), dove non si viene immischiati direttamente nel turbine organizzativo. E dove c’è da viaggiare: il ritorno sull’Alessandria/Gravellona mi trasmette la percezione estetica di un videogame. Strade sgombre, larghe e buie, compagni di viaggio che ronfano dopo soli 5 minuti dall’autogrill, studi del sottoscritto sulle traiettorie ad alta velocità da tenere in curva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro concerto è particolarmente breve (è tardissimo e ancora devono suonare metà dei gruppi: il nostro set viene dimezzato) e non memorabile, se non – per il sottoscritto – all’inizio, con l’ospitata di Rocco dei La quiete, che suona il synth in quel pezzo dedicato a Mattia del quale non ricordo mai il titolo, in quest’occasionato suonato per la terza ed ultima volta. Rocco improvvisa completamente, ma è in grado di farlo, lasciando nel frattempo la possibilità a Luca di suonare la batteria. Io gradisco.&lt;br /&gt;Non so chi ci ascolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108221241085763645?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108221241085763645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108221241085763645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108221241085763645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108221241085763645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/04/060702-ancora-genova-da-quel-che.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-108220984466710831</id><published>2004-04-17T15:50:00.000+02:00</published><updated>2004-04-18T13:15:23.153+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;28/06/02, questo è un concerto dove a suonare erano gruppi scelti unicamente per amicizia!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decido di fare un concerto per Mattia. Non un concerto commemorativo; forse neppure un concerto “in memoria”. Sicuramente un concerto in suo nome, eppure qualcosa che aveva più a che fare con me che con lui. O meglio:  un concerto fatto da e per il sottoscritto in relazione alla morte di Mattia.&lt;br /&gt;Da qui il criterio con cui vengono scelti gli altri gruppi della serata oltre ai TFITS, ovvero: Santasangre, ONQ e Diamond Sea. Sono band al cui interno suonano persone con le quali sono entrato in contatto e delle quali sono diventato amico in seguito a quella tragedia. Persone che ho incontrato in quella fase di iperattività – per me molto strana – seguita ai primi mesi di totale vuoto, abbattimento e frustrazione. Cose che mi sono ritrovato a fare d’improvviso, come l’esperienza legata alle cdr-label ed ai gruppi con i quali sono entrato in contatto attraverso esse (-&gt; ONQ, con Luca e Mauro); come La Haine (-&gt; &lt;a href="http://www.santasangre.da.ru"&gt;Santasangre&lt;/a&gt;); TFITS che diventa un gruppo vero e proprio, che esce fuori dalla mia camera e comincia ad essere condivisione (con Luca, anche nei DiamondSea).&lt;br /&gt;E’ strano scrivere queste cose ora, ad anni di distanza, considerando che quella frenetica attività, con lo scorrere del tempo, è scemata e variata: quelle sono esperienze ormai chiuse, oppure di gran lunga mutate; e Mattia, ormai, è sempre più solamente qualcosa che ha a che fare con i ricordi. Una dedica su una vecchia foto, qualche cd, un segno sulla pelle, uno sulla pietra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luogo privilegiato per una simile serata è proprio il cs Vittoria, là dove al tempo cominciò a suonare Lasofferenza. “Questo è il buco che farà esplodere il mondo” urlava un muro nello scantinato del centro sociale dove avevamo cominciato a provare. Un luogo umido e pure un po’ fetido, minuscolo, dove ci si pigiava agli amplificatori assordandosi per ore. Eravamo, bene o male, tutti alquanto incapaci a suonare, e in quel poco che abbiamo registrato si percepisce. Però lì sotto ci siamo divertiti parecchio, nonostante i rischi di incendio (l’ampli del basso un giorno cominciò a vomitare scintille) e l’impossibilità di ritrovarsi con puntualità nella disorganizzazione imperante.&lt;br /&gt;Proprio sopra al buco dove provavamo c’è il palco: i primi a cominciare la serata sono i Santasangre, che dimostrano un gran tiro. Grezzi e potenti, fortunatamente apprezzati dal pubblico, che probabilmente poco sopporterà i due concerti seguenti.&lt;br /&gt;Noi si suona in versione rimaneggiata dato che Stefano non poteva essere presente. A sostituirlo c’è Federico, che ne Lasofferenza già suonò il basso. Si parte con un brano senza batteria, mostruosamente dilatato per problemi tecnici alla tastiera di Luca. Il resto sono solo ricordi ormai sfumati.&lt;br /&gt;Al termine del nostro concerto la sala del Vittoria, prima – non esagero – completamente piena di gente, si svuota lentamente lasciando pochi sotto al palco: è successo quel che speravo utopicamente che non accadesse. Vale a dire: buona parte della gente che è lì non tanto per il concerto quanto per l’occasione di commemorazione in sé se ne torna a casa. Peccato, avrei preferito fosse una serata finalizzata alla musica più che al ricordo, ma forse dovrei accontentarmi di quel tanto che siamo riusciti a fare.&lt;br /&gt;ONQ, a causa anche di un set particolarmente lungo, suona davanti a poche persone, nonostante la forza del live set con due batterie che già avevo ascoltato a Desio.&lt;br /&gt;Per i Diamond Sea, nonostante l’ora ormai tarda, c’è qualche spettatore in più, dato che il pubblico improvvisamente si rimpolpa: si tratterà dell’ultimo concerto del gruppo, e l’unico senza Boris alla voce (fa tutto Luca).&lt;br /&gt;A chiudere la serata una piccola sorpresa (il segreto du Pulcinella): sul palco salgono i non annunciati ex Lafalce, legati da un doppio filo rosso con Lasofferenza a causa di un destino tragicamente simile. QUi presentano un paio di pezzi con la nuova formazione, ma ancora senza il nuovo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi tutto finisce, si tirano le somme (buone le entrate: riesco a pagare quasi per completo tutti i gruppi, e il Vittoria ci guadagna qualcosa; come al solito, non trascurabili i macelli organizzativi: un gruppo che si perde per strada, il "mixerista" che solo finge di occuparsi dei suoni, la strumentazione che improvvisamente comincia a non funzionare... ma capitano solo a noi queste cose?), si sbaracca e si torna a casa.&lt;br /&gt;L’Abendaland è comunque una parentesi chiusa. Non perché non sia continuato nel futuro, ma perché lo spirito di quella prima serata – spirito per altro in parte vanificato dalle circostanze – è ormai sfumato e mutato. L’anno seguente, purtroppo, non sono riuscito ad organizzare una serata simile, a causa del mancato supporto del CS Vittoria che non ha più voluto ospitare il concerto.&lt;br /&gt;Peccato.&lt;br /&gt;La memoria, d’altronde, s’è piano piano sfaldata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-108220984466710831?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/108220984466710831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=108220984466710831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108220984466710831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/108220984466710831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2004/04/280602-questo-un-concerto-dove-suonare.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-106501836863469557</id><published>2003-10-01T16:26:00.000+02:00</published><updated>2003-10-01T16:30:13.890+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;22/06/02&lt;/b&gt;: &lt;i&gt;Osiostock&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;ad Osio Sopra con con Bugo e Timebomb&lt;br&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ovvero, il primo concerto da noi mai fatto all'aperto.&lt;br /&gt;La data ci è gentilmente richiesta da Natalino (ora nei &lt;a href="http://www.movimenta.com/interviste/infarto.html"&gt;The Infarto, Scheisse!&lt;/a&gt;), il quale, insieme ad altri ragazzi di Bergamo, s'è ritrovato ad organizzare questo bel festival, se non erro ormai occasione che si ripete ogni anno. Il giorno seguente ci sono pure i &lt;a href="http://www.love-boat.org/"&gt;Deep End&lt;/a&gt;, ma purtroppo io me li perdo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il luogo è ottimo, come dovrebbe essere ogni concerto all'aperto: una specie di festa della birra, in un luogo non troppo sperduto - ma in mezzo ai campi - ad una decina di kilometri da Bergamo. Tendone laterale, tavoloni e griglia.&lt;br /&gt;Ad un certo punto, mentre stiamo montando il palco, per la strada dietro di noi passa la banda del paese!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Noi si suona con questa formazione ormai da un mesetto, anche se, ovviamente, non siamo ancora ben bilanciati (ma quando mai lo siamo stati?), sia musicalmente che tecnicamente. Proviamo a fare un brano strumentale, lungo e forse pallosetto, che qualche settimana prima c'era venuto bene in sala prove; comincia qui il topos dei nostri brani strumentali/improvvisati: ce ne sono stati un paio almeno (alcuni fortunatamente presto dimenticati), ed ogni volta è sempre la stessa storia. Ovvero: suonati incredibilmente bene un'unica volta, vale a dire  la primissima, in sala prove. Repliche seguenti: schifo.&lt;br /&gt;Non so spiegarmela con esattezza: forse dipende dalle favolose ed irripetibili casualità dell'arrangiare un brano in maniera del tutto spontanea, meccanismi che poi nella sintesi e nella replica si autodistruggono. Oppure, più semplicemente, la prima volta che si suona qualcosa a casaccio, senza troppo farci attenzione, sembra che tutto vada bene. Poi, quando ti fermi ad ascoltare quel che hai fatto con sistematicità, ti accorgi che in realtà non tutto funziona a dovere...&lt;br /&gt;Fatto sta che lo strumentalone (&lt;a href="http://www.undermybed.org/fog/mp3/foglivestudio.mp3"&gt;che è possibile ascoltare nella sua primissima - e perci? unica - versione&lt;/a&gt;) viene da noi eseguito abbastanza maluccio, e quindi quanto prima troncato. Il resto della scaletta presenta poche sorprese, e il concerto procede abbastanza piatto, senza grossi problemi ma complessivamente in maniera non straordinaria.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sul palco passano poi i Timebomb terza versione, vale a dire quelli influenzati dai Karate, che poi hanno cambiato nome in A Modern Safari (credo che questo sia stato uno dei loro ultimi concerti con la vecchia sigla): bravi e in certi momenti molto ispirati, anche se qua e là un po' troppo derivativi (per lo meno nella chitarra solista).&lt;br /&gt;Chiude la serata Bugo, fresco di contratto con l'Universal ma non ancora nel pieno della celebrità: è la prima volta che lo vedo con una formazione completa, e, considerando anche le occasioni seguenti, credo che questo sia stato il concerto in cui più l'ho apprezzato da quando è diventato "famoso" (grandiose le rivisitazioni "neo-country" di certi suoi cavalli di battaglia). Luca e Stefano riconoscono con sorpresa al basso il mitico Joe Valeriani, musicista di jazz e derivati, piccola perla del novarese.&lt;br /&gt;Ma il momento topico della serata rimane senz'altro quello del ballo, etilico e sfrenato, che un'amica della mia ragazza improvvisa sotto al palco; con tanto di gonnellona e piedi nudi, rapita dalla musica manco fosse un concerto dei Doors e completamente indifferente alla reazione della sessantina di persone del pubblico alle sue spalle, tanto da far scoppiare dalle risate anche il Bugo.&lt;br /&gt;Ancor più comico per noi che Luca, nostro amico solitamente schivo, ma in quell'occasione altrettanto ubriaco, ad un certo punto si alzi e la segua nell'improvvisato baccanale.&lt;br /&gt;Al banchetto ben pochi clienti, fatta eccezione per delle bambine che si innamorano delle spillette della &lt;a href="http://www.undermybed.org"&gt;Under My Bed&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Forse dovrei propormi alla Kinder.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-106501836863469557?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/106501836863469557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=106501836863469557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/106501836863469557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/106501836863469557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2003/10/220602-osiostock-ad-osio-sopra-con-con.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-105879054432871314</id><published>2003-07-21T14:29:00.000+02:00</published><updated>2003-07-21T14:29:04.523+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;25/05/02: ONQ IN DESIO!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivere di un concerto a più di un anno di distanza è cosa non facile e parzialmente priva di senso.&lt;br /&gt;Scrivere di un concerto &lt;em&gt;QUI&lt;/em&gt;, probabilmente, è cosa stupida e basta, ma ho deciso (non so perché) di provare a colmare le lacune di questo sitino dalla grafichina tanto carinina che (giustamente) non legge mai nessuno. &lt;br /&gt;Per lo meno i mesi morti e il tempo che non s’è fermato mi costringeranno ad essere più sintetico (spero).&lt;br /&gt;Perché, con l’assenteismo che impera fra le mie cellule grigie, giusto alcuni sono i particolari che rimangono intrappolati nella ragnatela della memoria.&lt;br /&gt;Ad esempio, il fatto che l’Officina Urbana sia uno spazio giovanile autogestito, ben tenuto e piuttosto spazioso, dove a darci ospitalità è Vito, gran bella persona, disponibile e dai modi gentili.&lt;br /&gt;Ad esempio che i &lt;a href="http://www.kechworld.com"&gt;Kech &lt;/a&gt;questa volta cominciano a suonare per primi, purtroppo davanti ad una sala per lo più vuota. E la cosa mi dispiace assai, ma non ricordo perché abbiano cominciato loro e non &lt;a href="http://www.undermybed.org/fog"&gt;TFITS&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Anche perché – questo me lo ricordo proprio bene – il mio concerto fu pessimo (posso usare il passato remoto?).&lt;br /&gt;Uso l’aggettivo “mio” perché a Desio mi ritrovo senza compagni, impegnati altrove, chissà dove: concerto “solista”, con qualche pezzo vecchio, un paio di robe nuove e alcune basi su cd.&lt;br /&gt;Parlo di concerto pessimo perché tale fu: nessuno (compreso il sottoscritto) si ricorda di accendermi la spia, tanto che, quando comincio un brano  con batteria elettronica preregistrata, comincio a non sentire più nulla, vado fuori tempo, stono, mi agito e chiedo che qualcuno mi accenda la spia, vengo assordato dal frastornante fischio che questa produce una volta azionata, smetto di sentire ogni cosa perché magicamente ogni suono improvvisamente sparisce, infine capisco che è meglio non continuare quello strazio. Chiedo quindi a Mauro, dopo meno di 20 minuti, di venire a darmi una mano, improvvisando alla batteria la solita “&lt;em&gt;Sorry&lt;/em&gt;”, vecchio tormentone di TFITS che sarebbe potuta diventare una hit estiva se solo qualche scienziato pazzo avesse tramutato la copiosa popolazione di acari di camera mia in un qualche tipo di orrorifici umanoidi dalle mani a portafoglio e malsani gusti adolescenziali. Il pezzo, tutto sommato, considerando anche che Mauro improvvisa (ma, dopotutto, se appena appena ne capisci qualcosa di questa musica, suonare un ritmo appropriato su brani omogenei – ovvero “tutti uguali” – come i miei non richiede poi grande genialità), viene bene, tant’è che finirà poi (il pessimo concerto viene tutto registrato) in fondo ad uno split con MyDearKiller su &lt;a href="http://www.undermybed.org"&gt;UnderMyBed&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il particolare che meglio mi ricordo di quella serata è però il concerto di &lt;a href="http://www.mp3.com/onq"&gt;ONQ&lt;/a&gt;, piccolo grande evento live, vero e proprio momento topico della serata. Nonché concerto bellissimo, a mio parere: ONQ in quanto gruppo musicale, nella sua brevissima esistenza, ha saputo fare qualcosa di veramente buono, non così originale come il suo principale autore avrebbe voluto, ma creativo e di impatto. ONQ sotto forma di gruppo è stato ingiustamente ignorato dai più, ed io trovo la cosa assai ingiusta: quel che proponeva era assai più originale e ben fatto di certi gruppi nostrani che mi capita di veder suonare in giro ultimamente (e ricordiamoci che sto scrivendo ad un anno di distanza). ONQ come formazione a 4 era forse troppo avanti, o magari coerentemente troppo indietro. Non si può dire: ONQ è sempre altrove rispetto a chi guarda. Avanti, dietro, sopra, probabilmente sotto.&lt;br /&gt;La formazione prevede voce+due chitarre+due batterie, con Mauro che, a seconda del pezzo, passa dai tamburi ad una tastiera lancinante. Brani tristi, a volte lenti, spesso fragorosi: un incrocio noise di Hood, Mogwai, Neurosis, Low e qualcosa di dark anni ’80. I ragazzi suonano bene, a lungo, strappando, ad un pubblico confuso e altrimenti apparentemente annoiato, addirittura ovazioni a brano non terminato per l’uso delle batterie. Nonostante nulla sia microfonato, nonostante sul palco non si abbia forte percezione di quel che sta succedendo, da fuori tutti si sente incredibilmente e stranamente bene. Di ONQ in quanto ONQ ho assistito a tre concerti: questo è stato probabilmente il migliore.&lt;br /&gt;Ricordo anche che dopo salgono sul palco gli Eloise, ma quel che su cd sembrava essere un discreto indie rock, su palco prende la forma di “rock italiano”. E i gruppi col cantante che si cambia d’abito per salire sul palco non li reggo.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-105879054432871314?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/105879054432871314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=105879054432871314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/105879054432871314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/105879054432871314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2003/07/250502-onq-in-desio-scrivere-di-un.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-86392913</id><published>2002-12-22T12:29:00.000+01:00</published><updated>2002-12-22T12:37:35.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;P ALIGN=JUSTIFY&gt;18 maggio: &lt;b&gt;Live nella città del Nano Bastardo: Kech + Morose + TheFogInTheShell&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sera, oscurità da centro sociale (siamo al Baraonda di  Segrate), ennesimo concerto di Bugo imminente.&lt;br /&gt;Seduto in tutta tranquillità accanto alla mia ragazza mentre aspetto che il nostro salga sul palco, vedo un ragazzo avvicinarmi con fare deciso per chiedermi: “Ciao! Vorrei comprare un tuo disco: li hai portati?”&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Panico.&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;In una frazione di secondo vedo gli ultimi anni della mia vita “musicale” passarmi davanti: le prove, le recensioni, le figuracce, i cd registrati a palate, ed inutilmente cerco fra questi ricordi un seppur minuto particolare che potrebbe spiegarmi come uno conosciuto non solo conosca la mia musica, ma possa addirittura  associarla alla mia figura…&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;“Come? I miei cd? No, non ne ho… scusa, ma… perché? Dischi di chi?!”&lt;br /&gt;“Come perché? … Ma non sei Bugo?!”&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;E’ così che faccio la conoscenza dei Kech, gruppo di rock e pop indie, poi su &lt;a href="http://www.undermybed.org"&gt;UnderMyBed&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.kechworld.com"&gt;&lt;/a&gt;: quello che mi scambia per Bugo è Nicola, il chitarrista, vittima di cattivi consigli ed orari stringenti che hanno portato a questo lusinghiero scambio di persona. Nicola e Giovanna – sua ragazza, nonché cantante del gruppo - erano infatti tra il pubblico del festival di Arese, da dove erano partiti prima dell’esibizione del “cantautore” di Trecate, dopo essere stati ingannati dall’ignoranza di un vicino, secondo il quale quel tipo con la barba che canta solo con una chitarra bianca “boh, credo sia Bugo”….&lt;br /&gt;Grazie all’episodio ci conosciamo, ci scambiamo i “soliti” cd e poi vediamo pure di organizzare qualche concerto. O meglio, il concerto ce lo mettono loro, io ci metto il gruppo mio e quello degli amici, vale a dire i &lt;a href="http://www.morose.cjb.net"&gt;Morose&lt;/a&gt;: suoniamo dove abitano alcuni membri dei &lt;a href="http://www.kechworld.com"&gt;Kech&lt;/a&gt;, vale a dire Arcore… sì, proprio quel paese lì, quello che ospita la residenza ufficiale del Nano Bastardo, quello che così simpaticamente ci governa e tiranneggia; e la ospita pure malvolentieri, dato che, a scapito di ogni possibile pregiudizio, ad Arcore c’è un sindaco di centro-sinistra. Il locale è il Blob, un piccolo circolo Arci, che avevo sentito nominare alcune volte in passato, in occasione di concerti  dei gruppi della Wallace (e la cosa è presto spiegata, visto che ci lavora uno dei Tasaday). E’ il classico circolo Arci da paese, quelli con l’aria da trattoria, che ospitano le riunioni dell’associazione dei partigiani, qualche signore desideroso di bere senza spendere troppo ed una sala da ballo, sporadicamente utilizzata per i concerti.&lt;br /&gt;Suoniamo esattamente dopo una qualche serata-danzante, tant’è che alle pareti rimangono le decorazioni a tema (provare per credere: qui ci stanno le foto).&lt;br /&gt;L’occasione vede due debutti: il primo riguarda “Mixed Tapes Kept Under My Bed”, vale a dire la prima compilation della UMB, finalmente terminata, e della quale riuscirò addirittura a vendere alcune copia al rinnovato banchetto; poi è il debutto della nuova formazione dei FogInTheShell. Già, perché nel frattempo – non si capisce come, anzi, neppure io lo so con precisione – s’è aggiunto un tizio al basso, un certo Stefano, un tipo piuttosto simpatico portatomi da Luca– a dir la verità, senza grandi avvisi o interrogativi -  in sala prove appena 2 settimane prima. &lt;br /&gt;Di conseguenza, un altro concerto semi-raffazzonato (Stefano mi confesserà poi di non aver suonato una buona parte dei pezzi, per paura di sbagliare): suoniamo qualche minuto oltre ai venti, con una scaletta pressochè identica a quella di  Genova – col basso i brani acquistano maggiore spessore sonoro: i tempi delle canzoni da cameretta si fanno sempre più lontani – apparte ad un brano che vede Luca al synth. Si tratta dell’ultimo pezzo di “Beyond the absolute and the nothing”, quello dedicato a Mattia, suonato al suo funerale insieme a Federico: mi ero ripromesso di non eseguirlo più dal vivo, ma avendo, già al tempo del concerto al Blob, l’idea di organizzare qualcosa in sua memoria, avevo cominciato a provarla in sala prove; quindi, tanto valeva ccennarlo anche dal vivo: Mattia, considerato pure lo scarso pubblico – una ventina di persone, composte per metà dai membri degli altri gruppi e da qualche amico della mia ragazza – non se ne sarà risentito.&lt;br /&gt;Dopo di noi tocca ai Morose: li vedo per la prima volta con la nuova formazione. Ci sono stati alcuni rimaneggiamenti, ed ora sono in 3, con ONQ alla batteria. Il suono si fa così più acustico e malinconico: abbandonano i brani pavementosi, i continui cambi di strumento e le cazzate “on stage” per trovare atmosfere più soffuse che potrebbero far pensare al Will Oldham meno country (perché, esiste forse un Oldham non country?), o agli Smog che reintepretano Leonard Cohen. Mi piacciono sempre di più.&lt;br /&gt;Chiudono la serata i Kech: suonano da tempo, son capaci di farlo e si sente. Inoltre, hanno un repertorio pressoché illimitato, solo che stasera si limitano, considerando anche la quantità di pubblico. Nonché la sua natura: la loro esibizione è infatti movimentata dalla presenza non richiesta di un danzatore completamente ubriaco, intento a scatenarsi in una stramba versione – si direbbe – del sirtaki e ad importunare Giovanna… ottime anche le sue coreografie.&lt;br /&gt;Si smonta il palco e si va tutti a casa… notare che i miei due compari se ne erano già andati da un pezzo, diretti al concerto dei Knut: ‘sti metallari…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-86392913?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/86392913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=86392913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/86392913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/86392913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2002/12/18-maggio-live-nella-citt-del-nano.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-80863524</id><published>2002-08-29T11:26:00.000+02:00</published><updated>2002-09-26T12:27:05.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p allign=justify&gt;29 marzo: &lt;b&gt;Lo-Fi as… My Dear Killer &amp; The Fog in the Shell&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due concerti in uno stesso mese... incredibile, potrà mai più succedere?!&lt;br /&gt;Comunque… l’occasione è quella di sfruttare la scesa di Stefano/My Dear Killer in Italia (lavora a Londra). Così, grazie a Matteo della Marsiglia, ecco la prima trasferta ufficiale fuori dalla Lombardia: si tratta di un’anticipazione del “Lo-fi as…”, piccolo festival, dilazionato in più giornate, che coinvolgerà anche Salinas, Anais, gli amici Morose ed altri.&lt;br /&gt;Il concerto è organizzato giusto una settimana prima, ma tutto alla fine fila liscio grazie a Matteo, che si rivela essere uno degli esseri umani più gentili e disponibili che io abbia mai conosciuto!&lt;br /&gt;Legata a questa data è anche un’altra novità: la nascita della Under My Bed Recordings, la cdr-label messa in piedi proprio da Stefano e dal sottoscritto, che nel concerto genovese trova la sua prima uscita ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carico in macchina ampli, rullante e piatti e parto insieme ad Emilia verso quel di Vergiate: ovviamente sono l’autista ufficiale, anche perché Luca è momentaneamente sprovvisto di un autonomo mezzo di locomozione. Stefano, invece, la macchina ce l’ha, ma è meglio non fargliela usare, dato che ogni volta che si siede al volante riesce a fare un incidente entro i 10 minuti dall’accensione del motore…&lt;br /&gt;A Vergiate – è vicino alla Malpensa – ci arriviamo con le solite difficoltà (persa la strada, impegnato a leggere le indicazioni stradali, non vedo uno stop e rischio l’incidente mortale…), ma ben più difficile è arrivare a Novara: la gente s’è riversata tutta per le strade, bagagli alla mano e serbatoio pieno, presi dalla solita psicosi vacanziera, di chi non vede l’ora di staccare per qualche giorno dal lavoro e che regolarmente si tramuta in un unico ingorgo colossale. Complici anche errate scelte logistiche (“Ma sì, prendiamo la statale che è più semplice…”), ci troviamo incolonnati su una strada ad un’unica corsia, tanto da arrivare a Novara con più di un’ora di ritardo. Luca, nel frattempo, oltre a rompersi le balle, ha pensato bene di farsi venire la febbre… giusto il tempo di un caffè, di comprare le bacchette della batteria, e poi via lungo l’Alessandria-Gravellona.&lt;br /&gt;In prossimità di Genova, ovviamente, si moltiplicano le code e il ritardo s’accumula: mentre ascoltiamo le segnalazioni radio sul traffico penso al fatto che nessuno in famiglia è stato informato del mio viaggetto. I miei sono in gita musicologica/gastronomica proprio in Liguria: magari anche loro son bloccati nel traffico…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio le strade di Genova. Odio l’autostrada quando arriva in città. Odio le continue salite, le carreggiate che si stringono improvvisamente, gli svincoli segnalati in curva all’ultimo momento. Ma nonostante il mio odio, alla fine, arriviamo (in ritardo) all’appuntamento con Emiliano (responsabile di Sodapop, nonché altra ottima persona): Matteo, in quel momento, è ancora a Milano per una fitta giornata di impegni con i Lo-Fi Sucks! (sulla statale per Novara abbiamo ascoltato il loro live a Radio Pop). Scortati dal nostro fido Cicerone ci inerpichiamo sopra una dozzina di salite nel tentativo di arrivare il più vicino possibile a La Madeleine, piccolo locale – mi dicono – in centro, di quelli che si affacciano sui vicoli (dove, ovviamente, con la macchina non ci potrebbe arrivare neppure volendo). Ormai è già buio quando parcheggiamo sulla cima di una salita, rigorosamente in divieto di sosta: bisogna scaricare gli strumenti, portarli giù per una discesina fino al locale, tenere a bada la proprietaria della macchina che ho imbottigliato e poi andare alla ricerca di un parcheggio che sia lecito, ovviamente lontano qualche chilometro dalla Madeleine.&lt;br /&gt;Troppo facile, ci vuole un imprevisto in più… ecco, trovato, una bellissima sorpresa: stanchi, sudati e febbricitanti, entriamo nel locale per scoprire che… i gestori non sapevano nulla del concerto!&lt;br /&gt;Stefano comincia a ridere, io a piangere, Luca cerca disperatamente (senza trovarla) un’aspirina, Emiliano scatena il suo telefonino in cerca di Matteo. Il quale – sta per arrivare: sono bloccati in autostrada – assicura di aver avvisato più volte, anche il giorno precedente, i gestori… dimenticanza loro o semplice cambio di idee&lt;br /&gt;Nel frattempo arrivano gli amici Mauro (dei Morose) ed ONQ, la cui presenza, oltre che assai gradita, ci è indispensabile per suonare, dato che Mauro ci presta la grancassa… ma quale grancassa, il concerto non è neppure in programma!&lt;br /&gt;Passano i minuti, l’orario d’inizio inizialmente previsto si fa sempre più vicino, e finalmente arriva Matteo: le cose sembrano aggiustarci, i gestori si fanno più malleabili, e quindi il concerto si fa (e per fortuna che ci avrebbero dovuto dare anche 100.000 lire di rimborso…).&lt;br /&gt;Sistemiamo gli strumenti in una saletta sul retro, piccola ma accogliente, col soffitto basso, un palchetto di legno ed una ventina di tavolini. Montiamo tutto e sistemiamo l’angolo della UMB, con i cd di MDK, TFITS, The Frozen Fracture (l’altro gruppo di Stefano), Something Faded (l’altro mio gruppo) e Nasten’ka (un gruppo di amici di Stefano che ora non suonano più: buon noise-rock sulla scia della Gioventù Sonica)… ma le sorprese non sono finite, perché subito veniamo a sapere – sembra uno scherzo! – che quelli del locale hanno fissato l’entrata al concerto (che era stato pubblicizzato come gratuito) a 15.000 lire, col risultato che la gente già arrivata se ne sta fuori, non avendo la minima intenzione – giustamente… - di sborsare tanto per due illustri sconosciuti…&lt;br /&gt;Matteo fa nuovamente opera di convincimento e così ci si accorda per un’entrata gratuita con consumazione obbligatoria.&lt;br /&gt;Si comincia: la saletta si riempie mentre io e Luca attacchiamo con “Autunm”. E’ già da qualche mese che suoniamo insieme, ma di pezzi pronti da capo a coda ne abbiamo ben pochi, così la scaletta si compone per l’occasione di una buona metà di brani praticamente improvvisati da Luca. Eppure credo che questo sia stato uno dei nostri migliori concerti fatti fin’ora: qual è la logica di tutto ciò?&lt;br /&gt;Luca sta sempre peggio, la grancassa non ne vuole sapere di starsene ferma al suo posto, e il timpano portato – con ulteriore fatica – da Matteo alla fine quasi viene ignorato. Io, come sempre, stono nei pieni strumentali, ma le cose sembrano andare nel complesso abbastanza bene.&lt;br /&gt;Nonostante il suono di TFITS sia, ormai, piuttosto lontano dal cantautorato lo-fi pubblicizzato sulla locandina (forse Matteo – che voleva un festival su quel genere – e il gestore del locale – che non si aspettava facessimo tutto quel casino con la batteria – rimangono un po’ delusi…), la risposta del pubblico è buona. Addirittura, dopo l’ultimo brano, qualcuno ci chiede un bis: io credo che si tratti di uno scherzo, ma poi lo stesso personaggio che aveva urlato si compra praticamente metà dei cd della UMB. (piccolo momento di autoesaltazione) Che emozione! E’ la prima volta che qualcuno sborsa dei soldi per acquistare un mio maledettissimo cd!!!&lt;br /&gt;Anche il concerto di Stefano viene ben accolto e lui suona bene (forse anche meglio della volta scorsa). Il finale ricorda quello di Arese, grazie all’improvvisata di Mauro alla batteria: il brano è lo stesso del festivalino lo-fi, e viene quasi meglio. Stefano si esalta con i suoi distorsori autocostruiti, io scatto continuamente con la sua macchinetta, scordandomi che non è una reflex e quindi mettendo in primo piano su buona parte delle foto il mio bel ditone…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivo a casa intorno alle 5 del mattino: l’autostrada a quell’ora è stata un vero spasso, completamente sgombra, quasi un videogioco. Meno divertente, invece, arrivare da Novara a Vergiate sulla solita statale, a quell’ora ricolma di ragazzotti appena usciti dalla discoteca, troppo anfetaminizzati per riuscire a non accelerarmi di fianco, troppo rincoglioniti per ricordarsi di spegnere gli abbaglianti incrociandomi…&lt;br /&gt;Il concerto, comunque, sembra essere andato bene: la gente a vederci c’era; pubblico buono, o per lo meno educato, apparentemente interessato. Caricare la macchina s’è rivelato addirittura più facile grazie all’aiuto congiunto di tutta la “crew” (!?), e grazie al fatto che il mio pesantissimo ampli se l’è caricato sulle spalle Matteo, rivelatosi, lungo la serata, sempre più buono: più che un uomo un… orso di peluche!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svegliatomi la mattina, mentre mi faccio un caffè, mia madre viene a chiedermi con aria maliziosa dove sono stato di notte… anzi, dove sono andato a suonare… provato dal viaggio, non avevo ancora scaricato la macchina, lasciando trovare gli strumenti da mia madre ancora nel portabagagli… scatta la solita discussione, ma, stranamente, zittisco tutti semplicemente asserendo di essere stato pagato: la forza del denaro…&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-80863524?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/80863524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=80863524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/80863524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/80863524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2002/08/29-marzo-lo-fi-as-my-dear-killer.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-80783899</id><published>2002-08-27T19:33:00.000+02:00</published><updated>2002-08-27T19:37:55.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Bene... il Blogger s'è impallato, è impazzito, tutti i miei post sono scomparsi... dove sono andati a finire?!?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, ricominciamo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-80783899?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/80783899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=80783899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/80783899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/80783899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2002/08/bene.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-75200549</id><published>2002-04-09T13:19:00.000+02:00</published><updated>2002-08-27T19:32:58.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>1 marzo 2002 - &lt;b&gt;A COUPLE: &lt;i&gt;DANCE OF DAYS FESTIVAL&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuova precisazione: The Fog in the Shell si è trasformato in un quasi-gruppo. Ora con me c’è un batterista, ovvero Luca, ovvero ex voce dei OneFineDay, nonché uno dei tre chitarristi dei Diamond Sea. L’ho conosciuto – come la quasi totalità delle nuove conoscenze che ho fatto negli ultimi 2 anni – attraverso internet, mettendo un annuncio su Fastidis. E’ di Novara, suona molto bene la batteria (anche e soprattutto se si considera che musicalmente nasce come cantante) e altrettanto fa con la chitarra. Oltre a quanto citato più sopra, con la musica ha fatto e fa un sacco di cose diverse: una di queste è “A Couple”, ovvero progetto post-rock alla Mogwai ma con corollario elettronico portato avanti con Rocco, alias Roccu, alias chitarrista di Laquiete e The Diamond Sea nonché vario smanettatore di suoni elettronici. &lt;br /&gt;Questo concerto nasce da tali conoscenze e dalla follia di Luca: un giorno ci troviamo per provare, e lui mi fa: “Ti andrebbe di suonare a Moglia, vicino a Modena, al Dance of Days Festival?” Io ci penso 20 secondi, e poi dico subito di sì: dopo le incomprensioni e l’acredine scaturita dalle troppe ansie al primo, ultimo ed unico concerto de Lasofferenza, ho deciso di non preoccuparmi più troppo per queste cose, e, allo stesso tempo, di cercare di sfruttare il più possibili simili occasioni. Poi la sera torno a casa e mi rendo conto che il concerto si sarebbe tenuto dopo appena una settimana… va beh…&lt;br /&gt;Comunque, si suonerebbe come A Couple, e sarebbe utile un elemento in più per poter eseguire dal vivo quei 3/4 pezzi che per il momento hanno solo registrato come demo: insomma, sarebbe l’esibizione di un gruppo/non gruppo, il che, benché un po’ mi intimorisca, mi interessa e incuriosisce ancora di più… certo è che io i loro brani non li ho mai ascoltati, e ben conosco le mie capacità di musicista, soprattutto dal punto di vista dell’improvvisazione…&lt;br /&gt;Fatto sta che due giorni prima della data Rocco sale a Novara con tanto di synth per provare. Qua vien fuori il primo intoppo: Rocco è decisamente poco entusiasta, piuttosto imbarazzato e teso. Tra l’altro, Luca mi ha venduto come “ottimo chitarrista”… anzi, ha addirittura specificato che sarei bravo a “improvvisare su cose acustiche”: ovviamente, appena si comincia a suonare qualcosa a casa di Luca, si scopre il contrario… Rocco si intesisce sempre di più, e così anche io comincio a perdere la calma: forse ho sbagliato, forse sto cercando di fare qualcosa fuori dalle mie possibilità, forse sto combinando solo un pasticcio…&lt;br /&gt;Passano le ore, e si cominciano a cambiare le carte in tavola: per prima cosa, ci si rende conto che non c’è tempo per registrare per bene un cd degli A Couple da dare eventualmente al concerto; non solo, date le mie scarse capacità d’apprendere i pezzi, non c’è nemmeno tempo per provare tutti i pezzi. Così si decide di suonare anche un paio di brani di The Fog in the Shell, per prima cosa una versione riveduta e corretta di Autunm: Rocco – con non poca difficoltà data la fretta- crea appositamente una base di batteria elettronica, poi andiamo in sala prove a suonare. Lì la mia acustica comincia a smettere di suonare, ha dei problemi con l’amplificazione. La mia presunta vena improvvisativa continua a non uscire fuori e Rocco mi sembra sempre più preoccupato…&lt;br /&gt;Il giorno dopo torniamo in sala, e si provano 4 pezzi: due loro (uno con linea di piano, mio – elementare - arpeggio di chitarra e feedback fatti da Luca; l’altro con base di tastiera, rumori elettronici assortiti, arpeggio mio e altre schitarrate varie di Luca, che improvvisa anche una specie di linea vocale sussurrata) e due mie, ovvero Autunm e Sorry (la seconda suonata con Luca alla batteria).&lt;br /&gt;Arriva il gran giorno… un disastro dietro l’altro! Io arrivo all’appuntamento a Lampugnano in anticipo, loro arrivano un’ora in ritardo (ritardo dietro al quale c’è pure una litigata di Luca con i genitori, durante la quale Rocco è rimasto fuori casa per quasi un’ora…). Troviamo quasi un’ora di coda ancor prima di raggiungere il casello… a tre quarti del percorso un’altra coda… alla fine arriviamo con più di due ore di ritardo. Il posto è grande, un auditorium, e secondo Luca potrebbe arrivare un sacco di gente. Incontro Marco, cantante de Lasofferenza… ma tralascio i particolari, perché su questo personaggio potrei scrivere tanto da riempire un blog apposito!&lt;br /&gt;Comunque, dopo un po’ montiamo la strumentazione… e lì comincia il delirio finale: la testata di Luca non funziona, non si accende neppure; il mio lettore cd (da usare per la base di Autunm e per un brano di spoken word da infilare in uno dei loro brani – l’hanno scaricato notte tempo), fino a 10 minuti prima funzionante, non da segni di vita; poi si prova a montare il computer, e i problemi sembrano non finire… Prima sembra non accendersi, poi non riusciamo ad attaccarlo al mixer: ci stiamo dietro per quasi 40 minuti, tanto che l’inizio della serata si sposta sempre più in là, e Simone – il ragazzo che ha organizzato tutto; a proposito: bravo! – preme perché noi ci si levi con i nostri problemi tecnici. Alla fine ce la facciamo, sloggiamo, e il Dance of Days comincia.&lt;br /&gt;Quando tocca a noi, non so se ridere o piangere: Rocco, dopo aver suonato con l’altro suo gruppo (Laquiete) è un po’ più sollevato, ma in compenso Luca sembra essersi abbattuto. Forse si è pentito di aver voluto preparare un concerto in due giorni, anche perché, benché il sottoscritto sembri calmo, Rocco, per paura di una figuraccia, se l’è quasi presa… Fatto sta che, da bravi post-rockers della situazione, facciamo gli idioti e suoniamo seduti su delle sedie (Rocco da le spalle al pubblico…): si comincia con un po’ di rumori assorditi, poi il primo brano, che fila via abbastanza liscio. Poi dovrebbe partire la base di batteria per Autunm: aspetto, mi guardo in giro, chiedo a Rocco e così scopro che anche il lettore del computer non funziona: niente cd, niente base, comincio a suonare. Mah, che dire? Pensavo peggio: qua e là stonacchio come al mio solito, però poteva andare peggio. Certo non so se il pubblico apprezza: indugio a cantare, e quindi dilato il brano un bel po’… Poi c’è Sorry, e la sfiga torna a regnare: io scopro di non riuscire assolutamente a sentire la mia voce mentre Luca suona la batteria, il che significa numerose altre stonature… inoltre, mentre suono, la chitarra smette di funzionare.. non mi entra la distorsione… mah, chissà com’è stato… Poi c’è il brano finale, dove io infilo un paio di stecche, accorgendomi infine che di quello che sta facendo Luca all’altra chitarra non percepisco nulla. Ma la cosa più bella è il finale: almeno un minuto in anticipo (avevo l’accordo ancora a metà…), Rocco decide di chiudere baracca, e fa terminare il suo tappeto di suoni tastierosi anzi tempo… fa qualche rumore con pc, e poi tutto finisce, dopo una ventina di minuti o poco meno…&lt;br /&gt;Eppure io mi son divertito… beh, voglio dire, non sarà andata benissimo, gli strumenti non funzionavano, i brani non li conoscevo, però non mi sono sentito completamente fuori posto… certo è che durante il concerto non riuscivo a sentire cosa stessimo esattamente facendo, e quindi non potrei dire come sia andata esattamente… però non sono entrato nel panico, non ho litigato con nessuno, non mi sono sentito un pirla: ovvero, mi sono divertito… è per questo che la sera dopo, arrivato finalmente a casa, mi sento vagamente un idiota?&lt;br /&gt;so essere sicure nella mia vita...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-75200549?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/75200549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=75200549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/75200549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/75200549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2002/04/1-marzo-2002-couple-dance-of-days.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-75103826</id><published>2002-04-06T13:44:00.000+02:00</published><updated>2002-08-27T19:32:24.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://digilander.iol.it/fogintheshell"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;10 novembre 2001: &lt;i&gt;MINI FESTIVAL DELLA MUSICA LO-FI (NO)STRANA&lt;/I&gt;, Arese&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il mio primo concerto (ho suonato insieme a Federico al funerale di Mattia, ma si può considerarlo un concerto?). Suono da solo, con alcune basi preregistrate su cd: tre pezzi dall’ultimo “Beyond the absolute and the nothing”, una da “Sorry”, una da “A sunday afternoon”, ed un altro pezzo vecchissimo.&lt;br /&gt;Si suona ad Arese, allo Sga… eppure non avremmo dovuto suonare lì!&lt;br /&gt;Infatti, inizialmente, in programma c’era qualcosa di più grosso da fare al Bloom di Mezzago. Peccato sia saltato tutto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, è andata più o meno così: in luglio avevo scritto email a destra e a manca per trovare un locale che ospitasse il nostro festivalino lo-fi. Quelli del Bloom sono stati gli unici a rispondere: ci accordiamo per un festival su due giornate, due domeniche di ottobre. Entrata gratuita, 4 o 5 gruppi per giornata, inizio verso le 6 del pomeriggio, 300.000 lire a giornata: troppo bello per essere vero!&lt;br /&gt;Quasi non ci credo, e così mi affretto per portar loro un cd con un paio di pezzi per gruppo: mi rispondono, in maniera abbastanza franca, che il genere non è esattamente di loro gradimento, ma che comunque può piacere al pubblico, e dunque che si può fare. Perfetto!&lt;br /&gt;Comunico la notizia agli altri gruppi, ci mettiamo d’accordo per i soldi, per portare gli strumenti, per la scaletta. La suddivisione è  più o meno così: 1’ domenica con The Fog in the Shell, Morose, Onq (entrambi da La Spezia) Smou (ovvero Alessandro della Loretta Records: è di Latina ma vive a Londra); 2’ domenica con My Dear Killer (da Varese),  Belongs To Me (ovvero Carmine da Vasto!), Priscilla (da Rimini)… me ne sto dimenticando qualcuno? Spero di no, comunque tutti felici, tutti contenti: partiamo per le vacanze e quelli del Bloom mi assicurano che mi avrebbero chiamato loro a settembre… ma ovviamente non è così…&lt;br /&gt;Nessuno mi telefona: aspetto qualche giorno, poi spedisco una email, ma nulla. Ne spedisco un’altra, poi aspetto quasi una settimana (ovviamente senza ricevere risposta) e quindi mi decido a telefonare direttamente io. “A già, sei tu…” mi sento dire, “volevamo giusto chiamarti, abbiamo deciso che il festival va spostato”… per farla breve, mi dicono che “si erano scordati di avere altre priorità” per il mese di ottobre… mi assicurano che a dicembre o a gennaio si farà (me lo dicono espressamente: “Sì, non ti preoccupare, si farà!”…). Ovviamente sono tutte balle: dopo 2 mesi di organizzazione, dozzine di mail spedite ai gruppi e a loro, progetti e sbattimenti vari, fingono di esseresene scordati… no comment.&lt;br /&gt;Tra le altre cose, Alessandro/Smou rimane doppiamente fregato, dato che si era già preso le ferie per quel periodo. Tant’è che, nonostante tutto, decide di scendere ugualmente in Italia in maniera da farsi un viaggetto in terra natia. Passa pure per Milano, ci incontriamo e, tra le altre cose, mi fa conoscere Cristian, AKA Bugo: è decisamente più savio di quanto possa sembrare ascoltando le sue canzoni! Alessandro lo sfotte perché ascolta Marylin Manson… &lt;br /&gt;Comunque, l’avevo già sentito per telefono a luglio: inizialmente avrremmo voluto far suonare anche lui, ma poi, dato che i soldi non sarebbero bastati per rimborsare tutti gli altri gruppi, avevamo lasciato stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, già che ci sono, già che ce l’ho davanti, gli chiedo se vuol venire a suonare ad Arese: sarebbe “headliner”, e a noi ci farebbe molto piacere dato che porterebbe del pubblico…&lt;br /&gt;Bugo accetta, ed io cerco un’altra “venue”: gli unici che mi danno ascolto sono i ragazzi dello Sga di Arese, in particolare nella persona di Nadir (che suona nei PHP). E’ molto gentile e, benchè (ovviamente) non conosca i gruppi né apprezzi più di tanto il genere, ci da una serata, ci fa suonare in 5, ci paga in tutto 300.000 lire. &lt;br /&gt;Suonano così The Fog in the Shell, My Dear Killer, Morose, Onq e Bugo. I primi due non si beccano una lira, gli altri 100.000 a testa (ma agli spezzini, per rientrare delle spese, dovrebbero arrivare più soldi…).&lt;br /&gt;E arriviamo alla cronaca della giornata: beh, ovviamente io, che sono un tipo fortunato, mi ammalo, mi prendo la febbre… fatto sta che nel pomeriggio vado a prendere Stefano (ovvero My Dear Killer) in quel di Vergiate, vicino a Varese. Ovviamente sbaglio strada per arrivare a Vergiate, ovviamente sbagliamo strada per arrivare ad Arese, perdendoci tra le rotonde e i tunnel della Malpensa…&lt;br /&gt;Arriviamo in ritardo di almeno un’ora e allo Sga troviamo Morose e Onq al completo (già si stavano lamentando perché le birre non erano gratis…). E qua devo dire che sono stato molto fortunato a trovare delle persone così gentili e simpatiche: sarà che condividiamo a priori alcune cose (la musica, il suonare), ma mi ci trovo proprio bene con questi ragazzi.&lt;br /&gt;Bando alle ciance: montiamo il palco, facciamo un po’ di soundcheck, e poi il Festival lo-fi può cominciare… ovviamente la dicitura Lo-fi vuol dire ben poco, almeno in questo contesto. Però la cosa sicura è che tutti noi abbiamo cominciato alla stessa maniera, ovvero registrando pessime cassettine in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io comincio verso le 9 e 30: c’è poca gente, al massimo una ventina di persone, tre quarti delle quali composta dai membri del gruppo o da miei diretti conoscenti… tanto io ho la febbre sempre più alta, e così capisco sempre di meno… Faccio i miei 7 pezzi: stranamento, contro ogni previsione, canto relativamente bene, ma suona male, steccando almeno un paio di accordi per canzone. Inoltre, la chitarra, benchè prima di salire sul palco mi sembrasse apposto, suona stonata, e in un pezzo il cd con le basi comincia a saltare: mi verrebbe voglia di piagere, non so se smetter o continuare, poi la canzone finisce, almeno un minuto prima del dovuto. Stefano documenta tutto con un registratorino: la cassetta non è male, ma il concerto è grezzissimo.&lt;br /&gt;Tocca a My Dear Killer, che suona per un po’ più di trenta minuti le sue ballate arpeggiate: suona meglio della volta prima in cui l’avevo visto, e comunque a me piace. Ha le sue idee, le realizza bene: soprattutto su cd, ha un suo stile, cosa che io ritengo importantissima per chi fa musica.&lt;br /&gt;A metà dell’ultimo pezzo arriva Giulio, chitarrista e cantante dei CandiES nonché amico di Stefano, che improvvisamente sale sul palco e finisce alla batteria l’ultimo brano di My Dear Killer: si trasforma in una specie di cavalcata noise, e Stefano può sfoggiare il suo fuzz costruito in casa, dal suono così bello che vorrei rubarglielo.&lt;br /&gt;E’ il momento dei Morose: dal vivo sono più movimentati che su disco, e comunque sono molto divertenti da vedere. Eccetto Davide (voce e chitarra) gli altri si cambiano in continuazione gli strumenti, e così la stessa formazione non dura mai oltre due brani di fila. Bravi: i pezzi col flauto mi piaccione sempre di più, e anche il resto viene più che bene. Suonano anche loro per poco più di mezz’ora… e intanto, nonostante abbia preso un’aspirina, son sempre più rincoglionito.&lt;br /&gt;E’ il momento di Onq, ovvero la vera sorpresa della serata. Va fatta una precisazione: fino a poco tempo fa Onq non era un gruppo vero e proprio, ma un’altra one-man band composta dal solo Luca di La Spezia. Quando proposi loro di venire a suonare dalle mie parti, Luca decise di mettere in piedi un gruppo con batterista e secondo chitarrista, e quindi eccoli qua: prima ad ora avevo ascoltato solo una sua cassetta per la Ouzel Records, fatta di ballate acustiche con voce baritonale e contorno di violino. Ebbene, lo scopro lì, ma Onq non ha molto a che fare con quella cassetta, soprattutto nella versione dal vivo: i tre suonano una specie di noise dilatato su crescendo e decrescendo strumentali. La voce ha meno spazio e comunque non spicca mai sul tutto. Sono molto potenti, fanno anche abbastanza casino tanto che ad un certo punto qualcuno dei Morose – anche loro non avevano mai visto Onq dal vivo – escalama sogghignando: “Ma chi sono, i Melvins?”&lt;br /&gt;Fatto sta che il tutto è decisamente piacevole: probabilmente, l’esibizione che nella serata ho preferito maggiormente.&lt;br /&gt;Passa un po’ di tempo, e viene il momento di Bugo: comincia alla sua maniera, con qualche ballata ridanciana fatta con chitarra e armonica a bocca. Poi sul palco sale una ragazza con violino distorto, e tutto si fa più incasinato. Mi guardo in giro, e noto che buona parte del pubblico se n’è già andato. Non è colpa di Bugo, ma dell’ora tarda: forse 5 gruppi in una botta sola sono troppi… però ci sono ancora un 20/30 persone, la maggior parte delle quali lì apposta per Bugo, tanto che appaludono divertiti e spesso cantano pure le canzoni (Bugo come Baglioni?).&lt;br /&gt;Il concerto ad un certo punto arriva alla sua consueta – per Bugo – parte improvvisativa, e da qui ne viene fuori il meglio: prima Onq suona un pezzo alla batteria; poi Giulio imbraccia la chitarra, Stefano suona la batteria, e ne vien fuori un punk-blues completamente improvvisato (compreso il testo: “Di chi è questa chitarra? Posso usare la tua chitarra? Di chi è questa chitarra? Non è miaaaaaa!!!!”), quasi alla Jon Spencer; altro cambio di palco: Bugo rumoreggia con un mixerino da 4 soldi, rappa con voce distorta e lascia i cori a uno del pubblico, ovvero Daniele (“Oh oh, le belle ragazze, vanno in discoteca a fare le pazze”). Poi basta: è quasi l’una e il concerto finisce.&lt;br /&gt;Smontiamo il palco, aspettiamo mezz’ora prima che ci paghino (sembra che in tutto siano stati venduti una sessantina di biglietti), baci, abbracci e saluti e poi via verso casa: ovviamente io e Stefano prima di giungere a Vergiate ci perdiamo un paio di volte.&lt;br /&gt;In compenso c’è lo sciopero dei casellanti: sfreccio verso casa completamente rincoglionito, praticamente in trance per la febbre e l’ora tarda. La sera dopo avrò 41 di febbre.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-75103826?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/75103826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=75103826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/75103826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/75103826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2002/04/10-novembre-2001-mini-festival-della.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3432097.post-75067976</id><published>2002-04-05T13:07:00.000+02:00</published><updated>2002-08-29T11:28:52.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'> Faccio un’altra cosa, un’altra cosa inutile, un’altra cosa che mi occuperà tempo prezioso che potrei sfruttare in maniera migliore, più fruttuosa, più coscienziosa…. Mi faccio un blog!&lt;br /&gt;Qui scriverò i racconti, le impressioni e gli accadimenti legati ai miei concerti… Ma a chi potrebbe fregare tutto ciò? Probabilmente a nessuno, ma tant’è: forse è solo egocentrismo, forse è solo incoscienza…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato che, al momento in cui scrivo, mi è già capitato di fare qualche concerto, e visto che, comunque, tali occasioni sono state decisamente poche, comincerò scrivendo di quelli fin qui già fatti (altrimenti questa pagina rimarrebbe vuota per mesi e mesi a venire…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, ma… io chi sono?! Bella domanda questa…&lt;br /&gt;Me la caverò in termini musicali: mi chiamo Marco, sono di Milano e sono il detentore di una “one-man band”, chiamata The Fog in the shell. Tale storpia creatura è nata nel ’97, anno in cui mi misi a registrare per la prima volta qualche canzone fatta con voce e chitarra: nulla di speciale, le solite cose che chiunque strimpelli uno strumento si ritrova prima o poi a fare. Qualche anno più tardi, arrivati alla terza cassetta, decisi di dare al tutto un nome, ed è venuto fuori The Fog in the Shell, espressione che ha ben poco significato e che comunque verrebbe fuori da una delle mie canzoni. The Fog è rimasto uno sfogo pressoché privato, in buona parte segreto e comunque solipsisticamente casalingo per diverso tempo, fino al 2000 (o era il ’99?), anno in cui, dopo lunghe riflessioni e lunghissime masturbazioni mentali, ho deciso di spedire un cd all’angolo dei demo di Blow Up (dove continuano a scrivere che scopiazzo Smog, probabilmente a ragione). Da lì in poi è cresciuta una spirale di bieco e sfortunato protagonismo: cd spediti a destra e a manca per recensioni e scambi, incontri con numerosi (e ben più capaci) musicisti simili al sottoscritto, quindi l’idea di mettersi a suonare anche dal vivo…&lt;br /&gt;In ciò hanno sicuramente molto influito le altre mie vicende musicali, ed in particolare tutto ciò che è legato a Mattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mattia era un ragazzo della mia stessa età che avevo conosciuto all’asilo (ma  la leggenda vuole che i nostri genitori si conoscessero ancor prima che nascessimo, dato che le nostre sorelle, anch’esse coetanee,  avevano fatto l’asilo insieme).&lt;br /&gt;L’amicizia più vecchia che avessi, la prima persona della quale abbia ricordo dopo i miei familiari.&lt;br /&gt;Con Mattia ho trascorso tutta la mia infanzia. Ci siamo persi di vista alle elementari, per poi ritrovarci qualche anno dopo, in occasione della mia prima villeggiatura in quel di Gaby, paesino valdostano subito sotto a Gressoney. Da allora con Mattia ho sempre e comunque condiviso una cosa: la musica. E’ capitato che litigassimo, che ci allontanassimo nuovamente, che non ci comprendessimo, ma sulla musica ci siamo sempre trovati. Prima come ascoltatori (stessi gusti di base, influenze da passarsi l’un l’altro, scambio continuo di cassette e cd), poi come (pseudo) musicisti: all’età di 17 anni mio padre mi regalò una chitarra elettrica, dopo qualche mese Mattia si comprò una batteria scassatissima, usata, di quinta mano, con i tamburi tagliati a metà da chissà quale pazzo che, così facendo, avrebbe voluto ottenere un suono più… country?.&lt;br /&gt;Da lì ci siamo messi in testa di mettere in piedi un gruppo musicale, di qualsiasi genere, purché fosse un gruppo. Abbiamo suonato da soli per anni, cambiando in continuazione genere, testando continuamente possibili compagni, perdendo un centinaio di volte voglia di suonare e riacquistandola 101 volte. Non abbiamo avuto un gruppo stabile per più di 6 mesi di fila, e tutto ciò è durato tanto, veramente tanto, fino almeno al ’99, quando abbiamo conosciuto Marco, termolese verace al nord per motivi di studio, col quale siamo approdati, non dopo altri lunghi mesi di peripezie varie, dopo aver suonato thrash, grunge, punk, indie, noise “all’italiana”, crossover, a Lasofferenza, ovvero l’unico vero gruppo nel quale io abbia mai suonato. Gruppo hardcore (ma non saprei dire esattamente di che tipo: se volete scoprirlo scrivetemi che vi spedisco un cd) nel quale almeno altre 4 persone hanno suonato alternandosi agli altri strumenti, e col quale abbiamo registrato un cd “demo completamente autoprodotto” (la batteria è stata registrata – malissimo – al CS Vittoria di Milano, la voce pure, il resto l’ho fatto io col computer, e non in presa diretta, come invece va dicendo in giro Marco…) e abbiamo suonato un unico concerto.&lt;br /&gt;Mattia è morto poco dopo, e con lui il gruppo. Non starò qui a raccontare esattamente cosa sia successo e cosa ciò abbia comportato; posso solo dire che la morte di Mattia mi ha cambiato la vita.&lt;br /&gt;Da allora ho smesso (forzatamente: se potessi e ne avessi la forza ricomincerei) con l’hc, e mi sono concentrato solo su The Fog in the Shell, ovvero una cosa strana e personale, che dalla mia cameretta ora cerca continuamente di uscire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelle che seguono (o meglio, che precedono, dato l’ordine del blog) sono le cronache dei miei concerti.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3432097-75067976?l=flog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://flog.blogspot.com/feeds/75067976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3432097&amp;postID=75067976' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/75067976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3432097/posts/default/75067976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://flog.blogspot.com/2002/04/faccio-unaltra-cosa-unaltra-cosa.html' title=''/><author><name>Marco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07418174393296061798</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
